Entro questa settimana, aveva detto Manganella, la giunta doveva essere nominata.

Adesso, a settimana trascorsa, il sindaco ci fa sapere che “lunedì prossimo alle venti ci sarà un incontro con la maggioranza per chiudere la crisi politica”.

Si rinvia e si tira a campare.

La crisi si è aperta a fine agosto con le dimissioni di Messinese e si è appesantita con gli abbandoni di Enzo Binacucci, Giovanni Alaimo e Marilì Chiapparo.

E in una situazione di allarme sociale, i politici non abbandonano il gioco delle strategie per portare acqua ai propri mulini, piuttosto che in quello della città.

Con i creditori che bussano alla porta del Comune, con le scuole al freddo per mancanza di gasolio per il riscaldamento e lungo è l’elenco delle emergenze, Manganella sostiene di aspettare le proposte dei partiti, mentre questi affermano il contrario e cioè che i nomi sono stati presentati e si attende la decisione del sindaco.

Noi pensiamo che la verità stia al cinquanta e cinquanta. Potrebbe essere vera la versione dei partiti che avrebbero già presentato i nominativi, probabilmente non graditi dal sindaco che ne aspetterebbe le sostituzioni.

Se non dovessero arrivare le sostituzioni, Manganella, per quanto dichiarato, nominerà una squadra assessoriale con persone di sua scelta.