In queste ultime settimane, dalle colonne della nostra testata, abbiamo voluto dare ampio spazio al dibattito politico locale. Abbiamo ascoltato quasi tutti i partiti, i movimenti, i consiglieri e i rappresentanti della nostra comunità, guidati dall’unico scopo che muove da sempre la nostra azione editoriale: garantire pluralismo e dare voce a chiunque abbia un’idea o un progetto per il futuro della città.

Nello spirito di massima disponibilità che ci contraddistingue, abbiamo invitato in più occasioni a interloquire anche il Partito Democratico, che ha tuttavia declinato la nostra proposta. Rispettiamo una decisione che appare quasi certamente di natura strategica, ma ci domandiamo il perché di questo silenzio. Sia chiaro: nessuno potrà rimproverare a questo giornale di non aver garantito pari dignità e spazio a tutti. La nostra disponibilità resta assoluta, non solo nei confronti delle forze strutturate, ma verso singoli operatori politici, consiglieri, movimenti civici o semplici cittadini che vogliano dare il proprio contributo.

Il nostro obiettivo è uno solo: animare un dibattito politico che troppo spesso appare appiattito e sopito. Viene quasi il dubbio che questo clima sommesso sia una scelta studiata a tavolino per lasciar passare in sordina la questione elettorale. Noi riteniamo invece che sia fondamentale e urgente aprire una stagione di confronto aperto e serrato. Il nostro giornale proverà in tutti i modi a stimolarlo, anche attraverso l’organizzazione di dirette social, strumento che in passato si è dimostrato straordinario per far incontrare politica e cittadini.

Riteniamo che nascondersi o non parlare delle questioni politiche sia una colpa. Il dibattito deve essere pubblico e trasparente per consentire alla città, ai cittadini e agli elettori di valutare, comprendere e scegliere con piena consapevolezza. Ci auguriamo che questa fase possa risvegliare l’interesse di tanti giovani, donne, uomini di buona volontà, imprenditori e professionisti. Serve una partecipazione massiccia e serve il maggior numero di candidature possibili per esercitare la vera democrazia e selezionare la migliore classe dirigente per la nostra comunità.

In questo percorso nessuno deve sentirsi escluso né, tantomeno, autoescludersi. Serve coraggio. Perché altrimenti, domani, nessuno potrà permettersi l’ardire di lamentarsi delle cose che non vanno. La città ha bisogno del contributo di tutti e serve che qualcuno sappia anche sacrificarsi mettendo a disposizione della collettività il proprio tempo e le proprie competenze. È innegabile che oggi fare politica, specie per un professionista o per un imprenditore, rappresenti un sacrificio personale ed economico che pochi sono disposti ad affrontare, temendo di mettere in discussione la propria posizione o la propria tranquillità. Ma senza questo slancio generoso, la politica si impoverisce.

Attualmente la situazione vede il Sindaco uscente al lavoro per affrontare la campagna elettorale e cercare la riconferma, mentre l’area di centrodestra sta lavorando per presentarsi unita e compatta al voto. Ma le elezioni non possono e non devono ridursi a un “ballottaggio già scritto al primo turno” tra sole due opzioni. La società civile, così come la politica in ogni sua sfaccettatura, deve sforzarsi di mettersi in gioco con audacia.

Forse qualcuno ha pensato che un clima di disinteresse generale possa favorire la conservazione degli equilibri esistenti: non parlarne, evitare il confronto e scoraggiare l’impegno affinché tutto rimanga com’è, riducendo la cosa pubblica a una sorta di affaire personale o a una questione per pochi intimi.

Noi non ci stiamo. Il futuro della nostra città appartiene a tutti, ed è per questo che continueremo a tenere le nostre porte aperte e i riflettori puntati sul dibattito politico, chiedendo a ciascuno di assumersi le proprie responsabilità di fronte agli elettori.