Presentato al circolo di cultura il Gattopardo “Occhio di pietra”, il nuovo… capolavoro di Vincenzo Patti
Un’autentica celebrazione della creatività e del legame con il territorio ha caratterizzato il recente appuntamento culturale allestito presso lo storico Circolo “Il Gattopardo” di Favara presieduto da Giovanni Sorce. La cornice dell’incontro ha fatto da sfondo al debutto ufficiale del libro “Occhio di pietra – 100 disegni a matita” del maestro Vincenzo Patti, pubblicato dalla casa editrice Medinova.

Un’opera d’arte da sfogliare e collezionare
A caratterizzare il volume una selezione di cento tavole realizzate esclusivamente con la grafite. L’editore Antonio Liotta ha rialzato il valore estetico dell’opera proponendola su una supporto cartaceo di pregiata fattura: una scelta che permette al lettore, qualora lo desideri, di estrarre e incorniciare i singoli tratti.
La produzione del maestro favarese scardina così il luogo comune che considera lo schizzo a matita una mera fase preparatoria per il colore, restituendo piena dignità ed autonomia espressiva al disegno in bianco e nero.
L’evento, coordinato con stile ed eleganza dalla giornalista Margherita Trupiano, si è avvalso dell’accoglienza del presidente del Circolo, Giovanni Sorce, e ha visto la partecipazione del primo cittadino Antonio Palumbo, insieme ai referenti delle realtà associative locali: Lina Urso Gucciardino – presidente del Centro “Renato Guttuso” -, Sara Chianetta – presidente del Centro culturale “Antonio Russello” -, e Amedeo Cavallaro – presidente di Unitre Empedocle.
La serata è stata inoltre impreziosita dalle parentesi musicali eseguite da Roberto Saccà al clarinetto, Lillo Zarbo alla chitarra e dalla cantante Vanessa Presti.
Il significato di “Occhio di pietra”
Durante la presentazione, arricchita dai contributi dell’editor Biagio Lentini

e dello storico Calogero Brunetto,

l’autore ha offerto una chiave di lettura profonda sul titolo scelto per la raccolta. Lontano dall’essere una finzione poetica, “Occhio di pietra” rappresenta per Patti una presenza concreta, un compagno silenzioso con cui intessere un dialogo quotidiano per misurarsi con lo scorrere inesorabile del tempo.

Un messaggio successivamente ribadito dall’artista anche attraverso i propri canali social, dove ha espresso profonda gratitudine verso la cittadinanza per la calorosa risposta.
La dimensione umana e il valore sociale dell’artista
Nel corso degli interventi, Lina Urso Gucciardino ha voluto delineare il profilo più intimo e altruista di Patti.
Ricordando gli esordi e il cammino condiviso nell’arco di quarant’anni all’interno del Centro Guttuso, ha sottolineato come il maestro abbia sempre concepito il talento artistico non come strumento di profitto, ma come autentica vocazione al servizio degli altri. Dagli storici corsi dedicati ai giovani fino ai laboratori di pittura realizzati all’interno delle strutture carcerarie, Patti ha saputo trasmettere la passione per l’arte a intere generazioni, meritando negli anni importanti riconoscimenti istituzionali fino al titolo di Cavaliere del Lavoro.

Sara Chianetta ha colto l’occasione per rievocare il periodo in cui rivestiva la carica di assessore, sottolineando la preziosa e costante collaborazione offerta da Patti nel mettersi al servizio dell’intera collettività
Un patrimonio collettivo per controbattere l’oblio
Particolarmente incisiva è stata la riflessione offerta da Angelo Vita, autore della prefazione del volume.

Definendo la pubblicazione un vero e proprio “album di famiglia” della comunità favarese, Vita ha evidenziato come le tavole di Patti custodiscano la memoria di spazi storici e scorci urbani ormai scomparsi o trasformati.
In questa prospettiva, l’opera supera la paternità dell’autore per diventare un bene condiviso, un punto fermo da cui ripartire per contrastare lo sradicamento e il degrado culturale. Dal concetto di pietra come materia pesante e radicata nasce una spinta rigenerativa per la città : un invito rivolto alle istituzioni, alle scuole e all’associazionismo locale a fare rete, riscoprendo le proprie radici per costruire un futuro consapevole per le nuove generazioni.











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