“Livatino il giudice e i suoi assassini”: la nuova miniserie Rai diretta da Michele Placido presentata in anteprima alla Festa del cinema di Roma alla presenza del Presidente Mattarella
L’opera ripercorre gli ultimi due anni di vita del magistrato beato e la genesi del commando della Stidda. Grande traguardo per la produzione esecutiva, affidata ai favaresi Angelisa Castronovo e Tonino Moscatt. In onda su Rai 1 e RaiPlay il 9 e 10 novembre.
ROMA – Un grande evento di cultura, memoria civile ed emozione ha segnato l’anteprima assoluta, mercoledi 21 ottobre, alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma- nella sezione Freestyle-Serie- della nuova miniserie TV “Livatino il giudice e i suoi assassini”, una coproduzione targata Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, prodotta da Federica Luna Vincenti per la regia di Michele Placido.
La proiezione nella sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, ha visto la presenza dei rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cutura e dell’audiovisivo e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferendo un profondo valore civile e istituzionale all’anteprima.

La proclamazione del beato Rosario Livatino a Patrono dei Magistrati italiani, sancita con decreto del 7 ottobre Dal Dicastero del Culto e la Disciplina dei Sacramenti, ha connotato di maggior valore la presentazione dell’opera rinnovando il focus su uno dei grandi testimoni dell’impegno per la giustizia e la lotta alla criminalità mafiosa, principi cardine di una vita democratica.
Particolare motivo di orgoglio e motivo di lustro per Favara è la firma sulla produzione esecutiva: i favaresi Angelisa Castronovo e Tonino Moscatt figurano infatti nei crediti di testa ed hanno gestito integralmente l’articolata macchina organizzativa ed esecutiva della miniserie.

Ulteriore motivo di orgoglio per il nostro territorio: tra gli attori figura l’agrigentino Gaetano Aronica. Hanno preso, inoltre parte alla miniserie, tanti appassionati di cinema dell’agrigentino. La partecipazione ai casting, è stata riservata ai domiciliati nella provincia di Agrigento, segno di una precisa volontà di coinvolgere il territorio non solo come sfondo scenografico, ma come protagonista attivo. A Favara sono state girate scene all’interno del Teatro San Francesco ed in piazza Calogero Marrone (già Piazza Della Vittoria) teatro di un omicidio.

L’opera- realizzata con il contributo del MiC (Ministero della Cultura- Direzione Generale Cinema e audiovisivo), della Regione Siciliana, dell’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e della Sicilia Film Commission, e con il sostegno di Enel S.p.A .- andrà in onda su Rai 1 e RaiPlay in prima visione assoluta in due serate- lunedì 9 e martedì 10 novembr.-composte da 4 episodi complessivi: Il seme della giustizia, Il cerchio si stringe, Nel cuore del conflitto, Il prezzo del coraggio.

Il racconto: la luce del dovere e il buio della Stidda
Scritta da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e dallo stesso Michele Placido la miniserie concentra il suo raggio d’azione sugli ultimi due anni di vita di Rosario Livatino, dal 1988 fino al drammatico agguato del 21 settembre 1990 lungo la strada statale per Agrigento, quando il magistrato fu brutalmente assassinato a soli 37 anni.
La struttura narrativa crea un potente ed efficace chiasmo: da un lato l’inflessibile impegno professionale e la profonda dimensione spirituale di Livatino; dall’altro la nascita e la scalata criminale della Stidda agrigentina, una compagine feroce di giovani cresciuti nella povertà dell’Agrigentino e attirati dalla violenza come illusoria forma di riscatto sociale.
Livatino – interpretato da un intenso Giuseppe De Domenico – è un magistrato schivo ma intransigente. Sceglie di colpire Cosa Nostra non soltanto nelle aule di tribunale, ma soprattutto nei patrimoni, nei beni e negli intrecci economici, rifiutando persino la scorta per non esporre a rischio la vita di altri giovani agenti. Il suo percorso si intreccia con la drammatica consapevolezza del proprio destino, che lo porterà rinunciare anche agli affetti più cari e all’amore per Nina pur di adempiere alla propria missione di giustizia. Una testimonianza così alta da averlo reso il primo magistrato nella storia a essere proclamato beato dalla Chiesa cattolica.
Sul versante opposto si muove il “buio”: la banda di giovani stiddari e, in particolare, la figura di Tano -interpretato da Leonardo Maltese-, coprotagonista ventenne, introverso e balbuziente, la cui parabole rappresenta il tragico percorso di formazione dentro la spirale dell’odio fino alla condanna all’ergastolo.
Le note di regia: “Un martire contemporaneo”

Nelle sue note di regia, Michele Placido accosta la pellicola alla tradizione del grande cinema civile di Francesco Rosi:
«Livatino è un martire contemporaneo: un uomo coraggioso, un uomo giusto, che affronta la mafia in una terra in cui la mafia comanda da secoli […]. Con una forza d’animo straordinaria e grandi sacrifici, mette alla prova sé stesso, le relazioni e il rapporto con i genitori. E quando comprende che il suo destino è segnato, rinuncia anche all’amore, al matrimonio, all’idea di una famiglia. Schivo e riservato, Livatino non ama apparire […]. Uomo dai modi d’altri tempi, ma con un profilo oggi più che mai modernissimo, incarna il bene, il lato luminoso di questa storia. Ma raccontiamo anche il buio: la vita dei mafiosi di Cosa Nostra e degli stiddari agrigentini, braccio violento di una mafia emergente».
Un cast d’eccezione
La miniserie vanta un cast artistico di primo piano:
Giuseppe De Domenico è Rosario Livatino
Leonardo Maltese è Tano
Nino Frassica veste i panni del padre, Vincenzo Livatino
Michela De Rossi è Nina Russo, la giovane insegnante di lettere amata da Rosario
Ninni Bruschetta interpreta il boss Giuseppe Campisi
Brenno Placido è il collega sostituto procuratore Roberto Rizzo
Vito Lo Priore veste i panni del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli
Francesco Benigno interpreta Pietro Micele
ed, inoltre, Gaetano Aronica, la partecipazione straordinaria dello stesso Michele Placido e le partecipazioni di David Coco nel ruolo di Paolo Borsellino e Beniamino Marcone nel ruolo di Giovanni Falcone, a testimonianza del fecondo legame investigativo che unì Livatino ai due grandi giudici del pool palermitano.
L’imperdibile appuntamento con la grande fiction civile è fissato per lunedi 9 e martedì 10 novembre, in prima serata su Rai 1 e in streaming su RaiPlay.











Commenti
I commenti sono chiusi. Hai una segnalazione, una precisazione o una smentita? Scrivi alla redazione.