Favara protagonista nella miniserie “Il Giudice ed i suoi assassini” diretta da Michele Placido e dedicata al Giudice ragazzino.
Favara torna sotto i riflettori grazie alla miniserie televisiva “Il Giudice ed i suoi assassini”, diretta da Michele Placido e prodotta da Goldenart Production in collaborazione con Rai Fiction, con il sostegno della Sicilia Film Commission. Il progetto, dedicato alla figura del giudice Rosario Angelo Livatino, si inserisce in un percorso narrativo che unisce memoria storica e impegno civile, valorizzando al contempo il patrimonio architettonico e urbano della città. Quattro le puntate destinate alla prima serata Rai.

Già ad agosto era stato annunciato l’avvio dei casting, (leggi articolo di questa testata cliccando qui) riservati esclusivamente ai domiciliati nella provincia di Agrigento, segno di una volontà precisa di coinvolgere il territorio non solo come sfondo scenografico, ma anche come protagonista attivo della produzione. Le riprese, iniziate il 29 settembre, proseguiranno fino al 15 novembre, toccando diversi luoghi simbolici di Favara; a Roma si concluderanno, invece, il 5 dicembre.
Stamattina, piazza Calogero Marrone, già piazza della Vittoria, è stata trasformata in set per una delle scene più drammatiche della serie: un omicidio eseguito in un bar. La piazza è stata chiusa al traffico per l’occasione, ma non agli occhi di alcuni curiosi che sono stati catapultati indietro nel tempo fino agli anni ’80: sicari in moto, spari e abiti che hanno rievocato i tempi della guerra tra le due organizzazioni criminali mafiose Cosa Nostra e Stidda per il controllo del territorio.
Michele Placido si è letteralmente innamorato del Teatro San Francesco, da tempo inattivo (ohimè! della qual cosa si è molto dispiaciuto), per girare una scena di ordinaria quotidianità della vita di Livatino, Un momento che restituisce la dimensione quotidiana e umana del magistrato, lontano dai clamori della cronaca. Il regista, infatti, in questa miniserie ha voluto dare spazio alla vita privata sia del giudice Livatino che dei suoi assassini.

Il belvedere San Francesco ha accolto per tutta la giornata, dalla mattina fino alla sera, una troupe imponente di attori, comparse, tecnici, truccatori…

La miniserie potrà essere assaporata non solo perché restituisce al pubblico il ritratto di un magistrato che ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio, ma anche perché offre una nuova prospettiva su Favara, confermandola crocevia di cultura e storia .
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