Quanto è accaduto ieri sera, in consiglio comunale, è la riprova ulteriore di una minoranza consiliare incapace di intendere e di volere. Una minoranza che ha visto ieri un’accozzaglia di consiglieri (che dovrebbero consigliare ed invece hanno deciso di scappare, facendo cadere la seduta) quali Antonio Palumbo di Rifondazione comunista, Giovanni Bennardo, Paolo Dalli Cardillo e Tania Sgarito di Favara Riformista Socialista, Salvatore Broccia, Gaspare Scalia e Salvatore Lupo, Art. 4, Filippo Ceresi di Ripensare Favara.
Uniti tutti in una specie di slogan “Insieme per lo sfascio di Favara”.
Una minoranza, priva di idee e di proposte concrete, una minoranza che ha un solo obiettivo, quello di impedire che la massima assise comunale possa lavorare serenamente per il bene comune, discutendo e poi approvando atti importanti come quelli di ieri sera: le misure correttive richieste dalla Corte dei Conti, la modifica dell’art. 75 del regolamento di polizia mortuaria e l’approvazione del Programma Triennale per la prevenzione della corruzione per il periodo 2014/2016.
Ma raccontiamo i fatti. Dopo il prelievo del punto relativo alla modifica dell’art. 75 del regolamento di polizia mortuaria (tanto atteso dalla cittadinanza e, in special modo, da chi ha parenti che, per diversi motivi, non possono essere tumulati nel nostro cimitero), ha preso la parola il sindaco che ha illustrato le motivazioni per cui si rendeva necessario apportare sostanziali modifiche al regolamento vigente, il consigliere Palumbo ha avanzato la proposta di stralciare una parte del regolamento in fase di discussione.
La maggioranza consiliare, pur avendo i numeri per bocciare la proposta del consigliere Palumbo, in ossequio ai principi di democrazia e confronto dialettico con l’opposizione, l’ha ritenuta degna di attenzione, per cui, per valutarla nel merito, ha chiesto, per bocca del consigliere Salemi, la sospensione della seduta per una decina di minuti.
La sospensione della seduta, purtroppo, come è prassi costante di questo consiglio comunale, si protrae oltre i dieci minuti.
Avendo deciso di accogliere, parzialmente, la proposta della minoranza, si è tornati in aula per dar corso agli ulteriori adempimenti.
Purtroppo, con vivo rammarico, si è appurato che i consiglieri che avevano sollecitato l’emendamento si erano dileguati, non prima di aver chiesto al segretario di chiamare l’appello, appello che ha dato esito negativo con la conseguenza che è caduta la sessione e tutto ciò per un ritardo di pochi minuti tra il rientro in aula della maggioranza e la richiesta della conta dei consiglieri.
Si è trattato di una furbata da vecchio lupacchiotto, mai verificatosi nel passato. La scelta della minoranza di far cadere la seduta consiliare, ha recato solo danno alla città e se c’è qualcuno che deve gridare “ Vergogna, vergogna, vergogna”, non possono essere certo i consiglieri di minoranza, ma tutta quanta la cittadinanza favarese che si è vista rinviare l’approvazione di punti qualificanti.
Il sindaco ha comunque chiesto al vice presidente del consiglio comunale, Erica Matina, in assenza del titolare, una nuova seduta consiliare che, con la massima sollecitudine, è stata convocata per le ore 18:00 di giovedì 6 febbraio.











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