“Gli abbiamo dato la tessera del partito con un atto di grande generosità, dopo i suoi attacchi al Pd e al direttivo durante la campagna elettorale che lo ha eletto sindaco. Non solo. Recentemente gli abbiamo offerto un programma che tra i tanti punti prevede un segretario comunale a tempo pieno, una vera organizzazione del personale, il divieto alla privatizzazione dei servizi, e lo abbiamo lasciato libero sulla composizione della giunta. Mentre Manganella ci ha fatto sapere di avere già un programma elettorale, praticamente quello del centrodestra, e di volerlo rispettare fino alla scadenza del mandato e che non sa cosa farsene di un nuovo progetto e adesso, messo alle strette dai suoi consiglieri comunali lancia l’appello “cambiare verso” e riceve una montagna di no. Un no meritato per il suo modo di amministrare che ha devastato la città”. A parlare è Giovanni Mossuto, responsabile provinciale del Pd con delega Enti locali, come dire un titolato a dire le cose che dice, ma che altri titolati come il deputato nazionale Tonino Moscatt, il deputato regionale Giovanni Panepinto, il segretario cittadino del Pd, Carmelo Vitello, hanno già detto.
“Non potevo entrare – continua Mossuto – nell’argomento che voglio affrontare sulle future prospettive di Favara senza prima ribadire la linea del partito sulla questione Manganellla.
La previsione, del resto, può solo iniziarsi decretando il fallimento. Come possiamo stabilire in una previsione un peggioramento o un miglioramento senza fare riferimento al presente. E dietro l’angolo del presente c’è il dissesto finanziario dell’Ente, lo dicono gli stessi dirigenti del Comune. Difficile pensare che la stessa persona che ha portato il Comune nell’attuale situazione per la sua incapacità politica, possa esserne il salvatore. Una per tutte, la lotta all’evasione fiscale doveva iniziare l’indomani del suo insediamento, dopo tre anni siamo ancora ai nastri di partenza, si può sperare negli ultimi due anni? Se non è partita l’azione politica sulla particolare problematica è rischioso continuare a fidarsi sperando che accada domani”.
Quale è la soluzione?
“Ci arrivo. Il Pd è oggi un grande partito con il 38% dei voti, 700 tesserati e con un direttivo di 45 componenti. Giovani e veterani della politica si incontrano, dibattono e indicano percorsi politici. La soluzione sono oggi i partiti e il Pd è quello maggiormente organizzato e partecipato. Il Pd, dunque, c’è. Adesso, dobbiamo rompere lo stereotipo che vede il consiglio e l’amministrazione comunale come unici attori della politica. Non c’era e ora c’è un nuovo Partito democratico che rivendica lo spazio che gli appartiene proponendo soluzioni maturate nel democratico dibattito”.
Di Manganella cosa ne facciamo? “Manganella – conclude Mossuto – come Cesare Prandelli, deve prendere atto che il suo progetto è fallito e tirare le conclusioni”.
Fatto trenta, facciamo trentuno, con l’intervista a Paolo Bunone, responsabile provinciale con delega al Lavoro, così tanto per chiudere senza farci mancare nulla.
“Noi – ci dice Bunone – non siamo interessati al sindaco e ad un possibile ingresso in giunta del Pd. Adesso, invece, vi dico a cosa siamo interessati. Ci appassiona la città e i cittadini e non lo dico per dire belle parole, perché sono i fatti a parlare. E’ un fatto scontato il nostro no all’ingresso in giunta proprio perché privilegiamo l’interesse della collettività e del partito rispetto al personale protagonismo.
Crediamo che il percorso per sanare i danni di Favara, non possa prescindere da un confronto con la Chiesa, le associazioni, le parti sociali per trovare insieme le soluzioni. Quella riappacificazione che Manganella propone ad Pd, dovrebbe avere un altro destinatario: la città. Noi, dal canto nostro, abbiamo il nostro canale di comunicazione già funzionante con i concittadini che è il nostro partito politico, con la sua sede non nel corso principale del paese, ma nella strada transitata obbligatoriamente per andare a lavorare, a fare spesa, per accompagnare i figli a scuola, come a testimoniare il nostro essere tra i favaresi.
Comunichiamo con la gente attraverso il nostro partito con centinaia di tesserati e un direttivo composto da giovani e meno giovani che si confrontano e scelgono per Favara. E’ aria nuova che vogliamo respirare sapendo, che il nuovo deve passare dalla condivisione, dalla trasparenza e dalla legalità.
Non c’è, dunque, spazio per altre scelte. Manganella, molto probabilmente, si è tesserato nel Pd, ritenendo di ritornare nel un suo ex partito che non esiste più. Avrà sbagliato nel farsi i conti”.