“Noi siamo stati estremamente chiari e questo ci pone fuori da ogni tipo di polemica. E inutili sono i tentativi di alcuni e tra questi del portavoce del Nuovo centrodestra di tirarci, quasi con forza, su questioni che il mio partito ha affrontate e chiuse”. A parlare è Carmelo Vitello segretario locale del Pd.
“Non condividiamo l’attuale percorso amministrativo, ma nello stesso tempo, abbiamo rispetto e poniamo la massima attenzione sulle difficoltà del sindaco, della giunta e del Consiglio comunale. Non speriamo e non puntiamo al male per tutti per promuoverci. Non io da solo, ne io con la deputazione, ma io, la deputazione e la dirigenza del Pd abbiamo suggerito un preciso programma al sindaco, che, per sua scelta, non ha sposato, dal canto nostro, dunque, non ci appartiene la conduzione amministrativa di Favara. Nel Pd, le scelte sono del partito, non sono calate dall’alto e non ci sono portavoce in eterno. Si fanno i congressi e si eleggono gli organi”. Vitello chiarisce e non perde, nello stesso tempo, l’occasione per togliersi il sassolino dalle scarpe. Ad ogni modo, resta sul vago. Il Pd non è con Manganella, si tradurrebbe nel restare in attesa della fine del mandato dell’attuale sindaco?
“Non è esattamente così – risponde Vitello – Tonino Moscatt e Giovanni Panepinto hanno dimostrato con i fatti la loro disponibilità verso la città. Lo stesso programma amministrativo preparato dal partito è una testimonianza del nostro volere aiutare il sindaco per il bene di Favara e senza contropartita. Noi non chiediamo assessorati. Non chiediamo nulla e a fronte della “resistenza” di Manganella, opponiamo lo stop di Panepinto”.
Sareste, a questo punto, favorevoli alla sfiducia?
“Lo stop, senza cambiamenti di tendenza da parte di Manganella, porta inevitabilmente a sperare in una anticipata chiusura dell’attuale esperienza politica. Chiusura che già oggi consideriamo tale avendo già iniziato ad incontrare la gente per scrivere insieme alla città il nostro nuovo programma politico”.