La situazione politica favarese è diventata ormai surreale con l’incancrenimento politico che regna sovrano. Un sindaco ex comunista, autonomista e ex capopopolo, candidato dal PDL, poi Megafono ed oggi Pd “non voluto”, abbandonato da due assessori dimissionari, riceve uno schiaffo politico con la mozione di fiducia presentata da 13 consiglieri comunali. Un maestro, politico navigato, nervoso e spesso offensivo persino nei confronti dei consiglieri comunali che oggi molto dignitosamente anche in risposta al suo atteggiamento, presentano la mozione di sfiducia.
Il consiglio comunale non ha approvato il conto consuntivo della giunta Manganella. Un atto politico preciso e forte; come grave e forte la contestuale sottoscrizione della mozione di sfiducia a Manganella. In paese nessuno comunque crede che alla fine i consiglieri approveranno la mozione per andare tutti a casa.
Ma un’analisi politica va fatta. In consiglio comunale non ci sono i numeri per l’approvazione della mozione di sfiducia a Manganella, servono almeno 20 consiglieri. Manganella non ha, almeno al momento, 12 consiglieri disposti ad approvare il suo conto consuntivo. Manganella non è disposto a dimettersi, anzi usa il contrappasso dantesco; in fondo è un uomo furbo e alla fine, anche se si sono incartati, tutti rimarranno a loro posto e chi vivrà vedrà. Nel 2016 sarà il popolo favarese a giudicare l’operato di tutti e a dare una risposta ai balletti politici.
Pare che Manganella non abbia la minima intenzione di modificare la proposta di deliberazione del conto consuntivo per consentire ai consiglieri di approvarlo ed evitare di far sciogliere il consiglio comunale. Un arma politica a doppio taglio che potrebbe far scattare l’orgoglio persino al più mansueto dei consiglieri che firmerebbe all’instante la sfiducia al sindaco e manderebbe a casa tutti. Ma come dicono gli inglesi “è sonnu ca ncanna”.
Un atto deliberativo già esitato negativamente dal consiglio comunale non può essere riproposto identicamente per una nuova approvazione. Serve una modifica sostanziale a cui pare non sia disposto Manganella. Quindi se l’ex capopopolo non fa alcun passo indietro, tutti consiglieri comunali avrebbero un motivo in più per votargli la mozione di sfiducia.
Come in una sorta di guerra fredda, il buon Sasà alla fine cederà alle precise richieste dei consiglieri comunali, modificando magari qualche virgola e i consiglieri comunali faranno la corsa in tempo record per approvare il conto consuntivo e ringraziare Manganella che li avrà salvati, soprattutto salvando se stesso, nel solito gioco delle parti.
Altra grana per Manganella: il comune deve trasmettere entro il 10 settembre, la delibera della Tasi al portale del ministero dell’Economia, altrimenti automaticamente verrà applicato per quest’anno l’aliquota minima dell’1 per mille. Sembra una bella notizia ma in realtà non è proprio così. A rischiare o meglio a saltare sarebbero per primo i precari e gli asili nido.
Infatti, considerato che oggi è già 4 settembre ed ancora nessuna deliberà è stata consegnata all’ufficio di presidenza per la relativa convocazione del consiglio comunale e che il Mef non prenderà in considerazione invii tramite email o fax ma delibere definitive, si rischia con le inziali aliquote minime che il comune venga segnato dal dissesto finanziario, per poi essere elevate al massimo dai commissari.
Ma ritorniamo alla vicenda del conto consuntivo e della mozione di sfiducia dove si registra il silenzio assordante dei deputati locali e delle segreterie di partito, come in una sorta di vicenda personale tra Manganella e consiglieri comunali.
Dinanzi ad una mozione di sfiducia protocollata al comune, il segretario cittadino del Pd, stesso partito del sindaco Manganella, il portavoce del NCD o gruppo politico che ha sponsorizzato l’elezione di Manganella, così come i rispettivi deputati, non sentono l’esigenza di esprimere giudizi e valutazioni politiche. E’ probabile che Moscatt e Bosco non siano pronti ad affrontare una campagna elettorale che potrebbe concretizzarsi a Novembre assieme alla tornata elettorale prevista per il comune di Agrigento e per questo non calcherebbero la mano sulla sfiducia.
In fondo anche loro stanno pregando i santi in cielo affinchè convincano Manganella a desistere modificando la delibera del conto consuntivo, magari impegnandosi in prima persona in una giunta di salute politica e non pubblica. Appunto la salute dei politicanti di professione (ovviamente non tutti), non disposti a perdere il sussidio consiliare.
Già martedì sera qualcuno è stato soccorso e rianimato alla sola idea di non essere più consigliere. Dovranno, comunque, spiegare bene alla città le eventuali modifiche che hanno determinato un cambio di idea sulla votazione.










Commenti (1)
Un sola parola può essere usata in questo momento……………………………………………BUFFONI!!!! Gente senza scrupoli. Comunque i Favaresi non sono stupidi, valuterranno per le prossime elezioni. FAVARA LIBERA
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