PRONTI 31 MILIONI DI EURO PER ACCOMPAGNARE I LAVORATORI INTERESSATI ALLA PENSIONE MA IL GOVERNO RENZI CI RIPENSA

Sfuma il prepensionamento nel settore della Formazione professionale.
Sembra questo il senso di quanto riportato nella nota del ministero dell’Economia, trasmessa alla Regione siciliana e pervenuta al dipartimento Formazione professionale la vigilia di Natale.
Attraverso la lettera, il ministero lascia intendere che la misura sembri non rientrare nelle finalità del Piano giovani.
E la presa di posizione ministeriale appare davvero strana visto che dal ministero del Lavoro, solamente lo scorso mese di ottobre, era stato dato il via libera all’attuazione della misura 6 a seguito dell’approvazione della rimodulazione – l’ennesima in due anni di Governo Crocetta – del Piano Giovani.
Che c’entri lo ‘scippo’ di 1,2 miliardi di euro dei fondi Piano Azione e Coesione perpetrato dal Governo del Premier Matteo Renzi in sede di approvazione della legge di stabilità?
La verità è che neanche ai ministero dell’Economia e del Lavoro hanno le idee chiare.
Eppure ai più era apparso oramai scontato il riconoscimento da parte del Governo nazionale dello stato di crisi strutturale in cui versa il settore della Formazione professionale in Sicilia avendo, di fatto, dato il via libera all’esecutivo regionale di avviare i prepensionamenti.
Di recente, era stato il dirigente generale del dipartimento Formazione professionale, Gianni Silvia, ad attivare il tavolo di crisi del settore per trattare con i sindacati le modalità per l’accompagnamento pensionistico.
Ed invece, l’amministrazione regionale, che era pronta a mettere a disposizione 31 milioni di euro dalla misura 6 del Piano Giovani per avviare il personale in pensione, ha subito un brusco stop.
Sembrano sfumare, quindi, le due possibili soluzioni tra quelle esaminate per assegnare le risorse.
Il primo passaggio sarebbe stato quello di erogare agli enti formativi il contributo per l’accompagnamento alla pensione del personale con un debito contributivo di tre anni, oppure versare direttamente all’Inps le risorse.
La misura, che interesserebbe circa 400 operatori per il primo anno, metterebbe a disposizione di ciascun ente (o in unica soluzione all’Inps) una somma non superiore all’importo massimo di 200 mila euro, nel rispetto del principio del ‘de minimis’ comunitario.
Misura questa del prepensionamento che, peraltro – lo ribadiamo – era già stata approvata dal ministero del Lavoro a conferma del riconoscimento dello stato di crisi del settore e che non ha sortito alcun effetto visto il passo indietro compiuto nei giorni scorsi dal ministero dell’Economia .
In una seconda fase il dipartimento formazione professionale avrebbe potuto mettere in campo altri interventi straordinari finanziati con le risorse del Piano Giovani.
Una di queste poteva essere la misura dell’autoimpiego da destinare ai lavoratori della Formazione professionale eventualmente interessati ad abbandonare definitivamente il settore con l’incentivo di una somma una tantum.
Ragionamenti che adesso sono messi in discussione dalla somma di due interventi: uno finanziario con il miliardo e 200 milioni ritornato a Roma e l’altro tecnico-amministrativo con la decisione di dire no all’attuazione della misura da parte del ministero dell’Economia.
Prosegue, quindi, la morsa sul settore della Formazione professionale siciliano sempre più in balìa di un Governo inadeguato che ogni giorno di più perde per strada autorevolezza e credibilità istituzionale a tutti i livelli. Ad essere stritolati sempre e solamente i lavoratori.