IL GOVERNO REGIONALE BALBETTA E NON DECOLLA LA RIFORMA. RESTANO IN PIEDI TUTTE LE CRITICITA’ CHE HANNO DEGENERATO IL SERVIZIO FORMATIVO IN SICILIA
Armonizzazione della normativa regionale con le provvidenze pubbliche, di natura nazionale o comunitaria, la riorganizzazione del sistema delle tutele dei lavoratori, regole chiare per l’accreditamento degli enti, certezza dei tempi dell’amministrazione regionale, dovrebbero costituire alcuni degli argomenti fondanti il processo di riforma del settore della Formazione professionale. Non basta l’azione di pulizia nel settore, indispensabile per cacciare via predatori e malfattori. A questa deve seguire una seria riprogrammazione del servizio di interesse pubblico rigenerando in un sistema di qualità le leve operative dell’erogazione della Formazione professionale. Tutti gli attori politici e del settore sono pronti a compiere il passo. Almeno a parole e nelle dichiarazioni rese alla stampa. Sarà così?
Il disegno di legge che giace da mesi all’Ars però racconta un’altra storia. Si registra ancora d oggi la mancanza di volontà politica ad affrontare seriamente il percorso legislativo di riforma del settore.
A provare a darne una spiegazione il responsabile della Formazione professionale del sindacato autonomo Uslal, Nino Spallino.
“Esprimiamo forte preoccupazione – commenta Spallino – che sulla riforma del settore della formazione professionale ci siano energie avverse. Temiamo -aggiunge – che al Governo del presidente Rosario Crocetta non interessi”.
“Fa paura al’esecutivo regionale – sostiene il sindacalista – il progetto di riforma forse perché è più semplice gestire il settore per via amministrativa dove si può fare tutto e il contrario di tutto”.
“Al settore, invece – commenta Spallino – servono nuovi strumenti per l’accreditamento degli enti, tempi certi da parte dell’amministrazione regionale e chiarezza nelle procedure di revoca al fine del ricollocamento certo dei lavoratori”.