Vincenzo Vella
Stiamo in questi giorni leggendo nei vari giornali online e sulla carta stampa notizie che ci raccontano il futuro destino dell’acqua in Sicilia. Risvegliando un vecchio referendum lasciato in un cassetto; e dire che si era già espresso in tale senso.

Premesso che, l’acqua potabile è una risorsa naturale primaria destinata al consumo, permettendo la sopravvivenza degli esseri viventi, e a fondamentali attività umane. Ci dovremmo chiedere, la nostra acqua è potabile?
Dalla risposta alla nostra domanda dipende la nostra salute. Come tutti sappiamo bisogna consumare più acqua possibile per la depurazione del nostro corpo, facilitando il lavoro dei nostri organi (reni e fegato).
Spesso infatti ci si sente gonfi e apatici e urge depurare reni e fegato per riconquistare il benessere generale e non andare incontro a rischi più gravi. Quando reni e fegato non funzionano correttamente infatti, si rischiano patologie come l’epatite, i calcoli renali, la cirrosi epatica.
I processi di potabilizzazione permettono di migliorare le proprietà dell’acqua rendendola potabile, classico esempio è l’aggiunta di cloro come disinfettante.
Nasce spontanea la domanda; è sufficiente questo provvedimento ad assicurare la nostra salute?
Di ciò potremmo e dovremmo parlarne a lungo, ma la carente distribuzione distogliere la nostra attenzione dalla valutazione sulla qualità dell’acqua che esce nei nostri rubinetti. In pratica ci accontentiamo quando non dovremmo. Intanto continuiamo a utilizzare la nostra acqua e a condividere gli stessi rischi.