Alle già famose scalinate, quella di Caltagirone, dei Turchi, di Piazza di Spagna, di Trinità dei Monti e di tante altre, si aggiunge a pieno titolo la “scalinata nel verde” di Via Genova a Favara. Le altre sono frutto dell’impegno dell’uomo o della natura, questa di Favara è figlia dell’abbandono, dell’incuria, rappresenta il massimo della negligenza, dell’incapacità amministrativa e della “leggerezza” della burocrazia comunale e di quanti sono pagati dai contribuenti per eseguire il lavoro o per controllarne la qualità.

Gli scatti pubblicati mostrano il degrado di Via Genova, traversa della centralissima Via dei Mille. Lungo la scalinata non ci sono ingressi di abitazioni, cosicché il privato non si sostituisce, come accade in tutta la città, al pubblico e il degrado è servito.

scalinata via genova 1Identico è il destino in tantissimi altri angoli di Favara, tranne per una breve pausa dovuta all’assessore Zarbo che ha dismesso gli abiti dell’amministratore per indossare quelli di capocantiere per seguire di persona i lavori di spazzamento e raccolta dei rifiuti. E nei pochi giorni di controllo diretto dell’assessore si è notato un miglioramento nella pulizia di Piazza Cavour, un tratto della Via Roma e Piazza Don Giustino. Adesso la sporcizia è tornata a dominare i luoghi. Intanto, per ironia della sorte, sono in distribuzione le bollette Tari per pagare lo stipendio agli operatori ecologici, per assicurare l’utile di impresa alle aziende che gestiscono il servizio e il salario ai funzionari comunali addetti al controllo e al pagamento del lavoro.

In una realtà normale, scatterebbero penali da paura all’indirizzo delle aziende, provvedimenti amministrativi a carico dei funzionari comunali e le dimissioni degli amministratori. Ma a Favara non accadrà nulla di tutto questo, ché non è una città normale.