Pino Sciumè

Da circa una settimana i residenti di via Umberto si ritrovano la mattina sotto casa i sacchetti di spazzatura regolarmente depositati la sera prima. Naturalmente la vicinissima Piazza Cavour viene ripulita per mantenere il decoro (si fa per dire) cui ha diritto il centro della movida cittadina. Ciò che meraviglia, da notizie apprese da fonti non ufficiali, ma testimoniali, che la raccolta viene effettuata “banni banni”.

Pochi minuti fa, due operatori ecologici “di fanteria” di prima linea, coloro cioè che effettuano le pulizie armati di ramazza e di un piccolo contenitore, passando per caso, a precisa domanda sul mancato ritiro dei rifiuti hanno risposto ad un cittadino che gli conveniva darsi da fare, altrimenti i sacchetti sarebbero rimasti al loro posto chissà per quanto tempo. Nel “darsi da fare” il riferimento è al liberarsene comunque.

Intanto sembra che qualcosa non funzioni, dicono a livello tecnico organizzativo. Si parla di mancanza di mezzi o di chissà quale diavoleria. Per la serie non ci meravigliamo di nulla, la gente si limita per ora a scambiarsi lamentele da un balcone all’altro. In attesa di nuovi sviluppi, godiamoci il fetore più o meno meritato da noi stessi prodotto.

Se non interessa a noi abitanti (e spettatori paganti) figurarsi a chi avrebbe il dovere di effettuare il servizio. In una terra di nessuno, il primo a non contare nulla è l’abitante che ci abita. E poi l’esperienza ci dice chiaramente che siamo un popolo senza “né re e né regno”. Di cosa ci vogliamo lamentare?