Vincenzo Vella
Mentre per migliaia di persone è malattia, per altri diventa business.
Stiamo parlando di malattia renale, che in Italia è in continua espansione con una crescita annua circa del 5 per cento. Un dato che si spiega guardando alle cause di questa patologia, dovuta per il 90 per cento a diabete, ipertensione, obesità. Condizioni sempre più diffuse in tutte le fasce di età, ma soprattutto negli anziani.
Risultato del problema, una popolazione di dializzati che in Italia è di circa 40 mila persone.
Un dato certamente preoccupante se si pensa che in Sicilia ci sono piu’ dializzati che nel resto d’Italia. Circa il 50 per cento delle strutture e posti letto dialisi è presente nelle Regioni del Sud (esclusa Agrigento con zero posti letto), dato che dovrebbe far riflettere la sanità del meridione; anche perché la maggior parte di essi in Sicilia sono collocati nel settore privato. Ecco i dati emersi: il 77% viene trattato in strutture private convenzionate, mentre solo il 23% in quelle pubbliche.
Un altro dato critico che emerge in Sicilia riguarda le terapie di dialisi domiciliare che si attestano al 4% contro la media nazionale del 10%.

Intanto, la nostra sanità non si decide ad affrontare il problema con nuovi criteri, che potrebbero essere, sia la prevenzione e anche la sensibilizzazione, come la donazione d’organo da vivente e anche da cadavere.
Una dieta ipoproteica e senza fosforo potrebbe essere un ottimo ritardante in quanto svolge una funzione protettiva fondamentale contro la ‘morte renale’ prolungando la stabilizzazione della malattia e allontanando il momento della dialisi di oltre un anno, e quindi sperare ad eventuale trapianto. Un aiuto importante, oltre al controllo di diabete e pressione arteriosa, proviene quindi proprio da un corretto piano dietetico. Nel trattamento, nella cura e nella gestione
delle eventuali complicanze dell’insufficienza renale cronica non è, infatti, sufficiente predisporre una terapia dietetica a basso contenuto di proteine e sale, ma occorre anche prevedere e prevenire l’eccessivo accumulo di fosforo, che costituisce un fattore di rischio molto importante nella progressione delle malattie renali”.