Rosario Manganella
Favara sta vivendo un momento drammatico, almeno per le dieci famiglie che lavorano ( ma da domani potrebbero scattare i licenziamenti) presso il Boccone del Povero che rischiamo, appunto, di perdere il pane, a causa, dicono le suore che amministrano l’Opera Pia, istituita dal filantropo, Barone Antonio Mendola, delle casse vuote dell’Ente.
Salva, almeno per il momento, la permanenza all’interno della Istituzione dei 19 anziani, ospiti, allo stato, della struttura.
Sia il sottoscritto che il presidente del Consiglio, in maniera unitaria, abbiamo svolto la nostra opera di persuasione, volta a convincere la congregazione religiosa che gestisce il Boccone, a recedere dalla decisione di mandare a casa, si fa per dire, (giacché per gli anziani era previsto il trasferimento in altre strutture della provincia, a gestione della stessa Congregazione religiosa) gli attuali anziani ricoverati presso l’Opera Pia del Barone Antonio Mendola.
Quest’ultima, da anni, è priva del Consiglio di Amministrazione, vuoi per dimissioni degli stessi componenti, vuoi per la mancata sostituzione di altri, nel frattempo, non rinnovati.
Per questa ragione avevo chiesto alla Regione, il commissariamento della struttura, ma, al momento, non è stato fatto nulla.
L’Amministrazione comunale, mio tramite, ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le suore del convento per salvare il Boccone e, con esso, gli anziani ed i lavoratori che finora, con i pochi spiccioli che percepiscono, riescono a sbarcare il lunario.
Mi rendo conto che il tempo è tiranno, ed allora?
FERMIAMO TUTTO E RICOMINCIAMO DACCAPO.
Incontriamoci subito, dico a Suor ANNA. Mettiamo la palla al centro e iniziamo una nuova partita, dove non ci siano vincitori e vinti. Questo vuol dire, innanzitutto, sospendere i licenziamenti.
Non diamo a Papa Bergoglio un altro dolore. Non credo che sarebbe felice di sapere che anche le Suore, quelle di Favara, loro malgrado, contribuiscano ad aumentare la sacca della disoccupazione.










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