L’ex sindaco Rosario Manganella non ci sta, e ribatte sulla revoca della sua determiana relativa all’individuazione dei tre componenti dell’OIV, operata dal sindaco Anna Alba. “Le dico subito che le persone da me nominate sono completamente estranee e non hanno con me nessun tipo di rapporto né parentale, né tantomeno politico – precisa Manganella – Le ho “individuate” guardando i curricula e il territorio di provenienza: il nostro”. Manganella non condivide, naturalmente, le motivazone inserita nell’atto di revoca. “Lei, signora Sindaca, motiva le Sua revoca, basandosi sul numero delle domande pervenute “solo 7” su tre posti e che “tale esiguo numero deriva probabilmente dal limite di 50 anni”, previsto per la selezione dei candidati. Le faccio notare – si legge nella nota di Manganella – che le istanze pervenute rappresentano, oltre il 200% dell’intero Organismo da nominare, solo e successivamente dopo il parere espresso dalla Autorità Nazionale Anticorruzione“. Sarà l’organismo del Ministero, infatti, ha ratrificare o meno la nomina. “Se l’Autorità Anticorruzione non avesse trovato nulla da ridire sui tre nominativi “individuati”, sarebbe ingiustificabile e grave la revoca che, all’opinione pubblica, potrebbe apparire come un’azione poco “amministrativa” è dal sapore politico-punitivo”.

Come si ricorderà il Movimento 5 Stelle, a cui il sindaco Alba appartiene, in un comunicato stampa chiedeva a Manganella di bloccare l’iter, allora in corso. “Non con motivazioni tecnico-politiche – evidenzia Manganella – ma in quanto il nuovo Organismo Indipendente e, sottolineo, “Indipendente” doveva, diciamo così, essere di gradimento della nuova Amministrazione. Niente di più sbagliato – continua Manganella – l’O. I. V. è di per sé uno strumento del Comune, non della maggioranza politica che regge le sorti dell’Ente e risponde del suo operato solo alla coscienza dei suoi componenti, su cui nessuno può e deve interferire”. In ragione di ciò l’ex sindaco Rosario Manganella chiede di rivedere l’atto di revoca “non solo perché politicamente scorretto, ma anche perché dovendo iniziare daccapo, si perderebbe del tempo prezioso che potrebbe invece essere utilizzato per far camminare più speditamente la macchina della pubblica Amministrazione”.