Consigliere comunale Laura Mossuto

E mentre noi (dell’ opposizione) ci aggrovellavamo nella speranza di capire, recuperare carte, bilanci, pareri e confrontarci con l’amministrazione, la maggioranza in Consiglio comunale e in Conferenza dei Capigruppo …apprendiamo solo oggi -in nome di una ritrovata (quanto finta) esigenza di trasparenza- che in data 29/07/2016 ore 11:45 dall’assessore al Bilancio dott.ssa Maida aveva già provveduto ad esitare la richiesta del Ministero in relazione alla istruttoria del piano di riequilibrio: “Alla luce di quanto sopra si chiede di conoscere l’iter procedurale da seguire per la dichiarazione del dissesto in considerazione dell’impossibilità di raggiungere gli obiettivi programmati nel piano di riequilibrio in itinere. Più precisamente si chiede di conoscere se dobbiamo formalmente aspettare il pronunciamento della Corte dei Conti o se già procedere a sottoporre la deliberazione al Consiglio Comunale ed attivare le procedure consequenziali. Si resta in attesa.

Dopo un solo giorno, senza coinvolgere né informare gli altri soggetti istituzionali e sociali l’assessore al ramo aveva già deciso le sorti dell’ Ente.

Eppure con proclami siamo anche – noi consiglieri di opposizione- stati invitati a fornire alternative fattibili al dissesto….”siamo pronti a valutare con voi opzioni e suggerimenti per evitare il dissesto” mi ha ribadito l’ assessore qualche settimana fa, malgrado sapesse che nulla poteva più essere fatto.

Oggi, innanzi alle reiterate richieste di conoscere gli intendimenti e le risposte da inoltrare al ministero non si poteva più temporeggiare con prese in giro.

Il dissesto finanziario è, anzitutto, una scelta politica ma ciò che veramente è inaccettabile è la arroganza ( con tanto di presa in giro) con cui la giunta pentastellata ha assunto questa decisione. E’, ripeto, una scelta politica della quale la amministrazione si accollerà tutte le conseguenze che, per anni, peseranno sulle tasche dei cittadini favaresi.

Meraviglia davvero l’estrema superficialità con la quale la soluzione del dissesto è rappresentata come auspicabile a fronte di un piano di riequilibrio irrealizzabile che, tuttavia, ci si è ben guardati dal modificare o rimodulare.

E non mi si dica che è passato troppo poco tempo dall’insediamento dell’ attuale amministrazione la quale non solo era ben consapevole della situazione economica dell’ Ente ( “nulla di nuovo rispetto a quello che ci aspettavamo”..ha dichiarato la Sindaca a pochi giorni dall’ insediamento) ma perché se si è avuto tempo di pensare ad altre questioni ( la nomina dell’ esperto plenipotenziario, il bando dell’oiv,tra tutti) si sarebbe anche potuto, certo a condizione di volerlo, recuperare e rivedere il tanto criticato piano di riequilibrio e ad attuare -con celerità- le procedure già avviate.

La verità è che l’opzione del dissesto era già nei programmi celati del Movimento, secondo un copione ormai visto.

Oltre a ciò, la correttezza di una amministrazione trasparente imporrebbe chiarezza nella esplicazione delle conseguenze del dissesto, fin qui minimizzate, sia in tema di sorti dei precari (a carico -probabilmente ma non certamente della Regione fino al 31 Dicembre- ma esclusi da eventuali futuri provvedimenti regionali di stabilizzazione o reimpiego) sia sotto il profilo della pressione tributaria.

Quanto ai livelli di tassazione l’Ente dissestato è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge; vale a dire che tutte le tasse comunali ed i canoni patrimoniali saranno aumentati il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla legge, accompagnato, inoltre, dal contrasto all’evasione in un’ottica di inflessibilità e rigore (che non potrà accordare agevolazioni nè tenere conto della impossibilità per alcune fasce deboli della cittadinanza ai pagamenti). Saranno inoltre eliminati i servizi non indispensabili (case di riposo o comunità i cui costi sono in parte sopportati dall’ Ente) sui quali evidentemente cadrà la scure del dissesto, cagionando gravissime conseguenze sul piano economico e sociale.

Ed ancora mi preoccupano, ed avrei voluto sentire rassicurazioni da parte dell’ assessore al ramo, le preclusioni sul piano della compartecipazione ai bandi per finanziamenti europei a cui Favara avrebbe avuto certamente titolo di partecipare nel breve periodo che, tuttavia, in previsione di impegni di spesa saranno, in dissesto, impraticabili.

Per evitare di parlare di questi preoccupanti aspetti si utilizza lo strumento del dissesto come strumento di giustizia per punire i tanto odiati precedenti amministratori, le cui colpe non potranno rifugire in presenza di accertate responsabilità da parte della Corte dei Conti.

Tuttavia, mi pare chiaro che a determinare l’ attuale disperata condizione economica di Favara abbiano contribuito diverse amministrazioni, quelle di cui facevano parte anche militanti ( oggi…!!) del movimento e, che l’accertamento di eventuali abusi, rectius reati, commessi da parte di precedenti amministratori non necessita di sentenze della Corte dei Conti né di dichiarazioni di dissesto ma di semplici atti di coraggio e denuncia rispetto ai quali la maggioranza potrebbe contare sul pieno sostegno dell’opposizione.

In due mesi si poteva fare tanto, e noi dell’ opposizione, a differenza di quanto sostenuto da alcune testate giornalistiche abbiamo in più occasioni, mettendo senza riserve a disposizione le nostre specifiche competenze, sollecitato l’amministrazione all’avvio di transazioni, procedure di recupero dei crediti nonché alla mobilitazione dei dirigenti responsabili affinchè riferissero sulle incertezze e lentezze delle operazioni di recupero delle somme spettanti al comune.

Non si sarebbe potuto risolvere tutto ma certamente si sarebbero potute avviare delle decise azioni che oggi, anzi, già alla date del 29 07. 2016, avrebbero consentito all’Assessore competente di argomentare al Ministero una volontà chiara di evitare il dissesto.

Non accadrà che in nome di una falsa pace sociale che sa di rassegnazione o peggio di convenienza l’opposizione avalli la “soluzione” del dissesto.