La Cisl Agrigentina interviene con una nota di apprezzamento per il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza, che ha fatto emergere come nella nostra provincia ancora oggi si utilizzi la crisi occupazionale per schiavizzare i lavoratori e per realizzare profitti illeciti.
“La presunta estorsione – scrive la Cisl – perpetrata a danno di alcuni lavoratori di cooperative a Licata non è che la punta dell’iceberg e conferma come la nostra società è malata.
Le cooperative sociali rappresentano un’importante realtà nel nostro territorio sia sotto il profilo occupazionale che dell’erogazione di servizi, infatti si confermano fondamentali nell’erogazione dei servizi di welfare nei servizi alla persona: infanzia, minori, anziani, inserimento lavorativo, disabili e persone svantaggiate.
Le finalità nobili delle cooperative sociali contrastano troppo spesso con le irregolarità che ricadono sui lavoratori, spesso anche soci di cooperativa fittizi, sottopagati non regolarizzati.
Basta analizzare il dato emerso nel primo trimestre 2016 nel territorio nazionale a seguito di controlli da parte del Ministero del Lavoro, più del 50% delle cooperative ispezionate sono risultate irregolari, circa 500 su 900. E’ risultato che 3.700 lavoratori non erano in regola, perché non venivano applicati correttamente i Ccnl e circa il 10% lavoravano in nero, alimentando conseguentemente evasione fiscale e concorrenza sleale.
Nella provincia di Agrigento, sono numerosi i contenziosi tra lavoratori e cooperative per le motivazioni appena citate.
L’eseguita’ delle risorse a disposizione degli enti committenti e, in alcuni casi, gli eccessi di ribasso nelle gare di appalto, offrono opportunità di penetrazione nel territorio provinciale di realtà imprenditoriali, che operano a discapito della qualità, dei trattamenti normativi, retributivi e previdenziali dei lavoratori e creano situazioni di concorrenza sleale nella competizione con cooperative rispettose della legge.
Chiediamo pertanto – conclude il sindacato – l’istituzione di un Osservatorio Provinciale per la Cooperazione, presso la Direzione Territoriale del Lavoro, che veda insieme l’Inps, l’Inail, le associazione datoriali del mondo Cooperativo e le Organizzazioni Sindacali, per prevenire fenomeni come quelli accaduti a Licata a danno dei lavoratori e che danneggiano l’economia del territorio”.