Margherita la Rocca Ruvolo si ricandida alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre prossimo. Di chiara estrazione cattolica, laureata in Psicologia e Teologia, si è affacciata alla politica nelle scorse elezioni regionali del 2012 che la videro entrare a palazzo d’Orleans dopo essersi candidata nel partito dell’UDC. In passato non è stata mai propensa ad assumere incarichi politici, la sua vocazione è stata, e continua ad essere il volontariato sociale, a cui si è legata grazie anche all’attività del marito, il Professor Giovanni Ruvolo, cardiochirurgo di fama internazionale, chiamato dalla Regione Siciliana a creare un polo di eccellenza presso il Policlinico di Palermo.
La spinta decisiva arrivò comunque da Monsignor Giuseppe Di Marco, Responsabile della Comunità “Cristiani nel Mondo” che ha sede a Favara in quel Seminario Minore in cui, da ragazzo aveva studiato suo marito. L’anziano
Sacerdote, spinto forse da uno di quei misteri inspiegabili della vita, ebbe l’idea di riunire gli ex seminaristi degli anni ’50 e ’60 per il cinquantenario di fondazione del Seminario, sorto nel 1950 e del quale ricoprì la carica di Rettore per quasi vent’anni. L’appello fu accolto da centinaia di quei ragazzini diventati ormai adulti e padri di famiglia. Impiegati, funzionari, medici, professionisti, scoprirono un senso di un’appartenenza che fu definita scuola di vita.
Tutti quanti, con le loro mogli, offrirono la loro collaborazione, ma in special modo Giovanni e Margherita Ruvolo, i quali misero in campo le loro esperienze concretizzando un’opera di grande spessore umanitario: la creazione di un dispensario nel territorio di Ipogolo, in Tanzania. Da qui è nata l’associazione “A Cuore Aperto”, che raccoglie principalmente le centinaia di persone sparse in tutta la Sicilia che sono state accolte, curate e operate al Policlinico di Palermo.
L’anno scorso Margherita è diventata Sindaco del suo paese, Montevago, coinvolgendo i cittadini nella ricerca del bene comune. In questi anni si è distinta per le sue battaglie in favore dell’acqua pubblica. Ha ricoperto, tra le tante, la carica di vice presidente della Commissione Regionale Antimafia, conoscendo e apprezzando le doti del Presidente Musumeci, con il quale condividerà questa nuova avventura per la nuova Assemblea Regionale.
La scelta della candidatura nell’UDC di Lorenzo Cesa non è assolutamente strategica. Ha infatti dichiarato “ho scelto l’area di centro perché unita, ed ispirata da valori non negoziabili”.
Le abbiamo chiesto se ha paura di non farcela. “La riconferma, ci ha risposto, è l’obiettivo di tutti i candidati, ma non si vive di sole vittorie, l’importante è esserci, senza rinunciare alla propria dignità. Ricordo che ho contribuito in maniera determinante, durante la scorsa legislatura comunale, a trovare i fondi necessari per la riapertura della vostra Via Piersanti Mattarella. Dopo la morte di Monsignor Di Marco, mi hanno affidato le redini della Comunità Cristiani nel Mondo. Per questo vengo spesso a Favara, una città generosa che mi ha sempre dimostrato affetto e amicizia. Spero molto nel risultato favarese, ovviamente se gli elettori decidano in tal senso”.










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