Non essendo ancora stato approvato il bilancio di previsione triennio 2016 -2018 ed essendo il bilancio anno 2015 quello a cui si deve fare riferimento poiché è l’ultimo bilancio approvato prima della dichiarazione di dissesto finanziario, la “formula magica” che ricorre per dare copertura ad alcune spese obbligatorie, le uniche che si possono fare in stato di dissesto, è “Art. 250, comma 2 del Tuel”.

Questi recita: “Per le spese disposte dalla legge e per quelle relative ai servizi locali indispensabili, nei casi in cui nell’ultimo bilancio approvato mancano del tutto gli stanziamenti ovvero gli stessi sono previsti per importi insufficienti, il consiglio o la Giunta con i poteri del primo, salvo ratifica, individua con deliberazione le spese da finanziare, con gli interventi relativi, motiva nel dettaglio le ragioni per le quali mancano o sono insufficienti gli stanziamenti nell’ultimo bilancio approvato e determina le fonti di finanziamento. Sulla base di tali deliberazioni possono essere assunti gli impegni corrispondenti”. Ma la cosa che ci preoccupa non poco non è tanto il ricorso all’art. 250 comma 2 del Tuel, ma il fatto che siamo praticamente alla fine dell’anno 2017 ed ancora del bilancio 2016, 2017 e 2018 non c’è neanche l’ombra. O meglio! L’ombra c’è, ma solo quella.

CONSIGLIO COMUNALE FAVARA 3Lo schema di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, infatti, è stato approvato dalla Giunta comunale della sindaca Anna Alba con propria delibera, la n. 76, il 07/08/2017, “in tempi celeri, anche se oltre quelli stabiliti dal Tuel, nonostante l’enorme mole di documenti e le non poche difficoltà riscontrate” aveva detta l’assessore al ramo Crocetta Maida. Ma era uno schema di bilancio che “non bilanciava” poiché, come riscontrato dal Collegio dei Revisori dei conti “i conti non tornano”, per cui le oltre 400 pagine che compongono l’atto deliberativo, sono state rispedite indietro al mittente. In ragione di ciò la Giunta ha rielaborato lo schema, ha corretto i numeri, ha inserito e/o modificato alcune voci. Praticamente un bilancio quasi suono che è stato rimandato ai Revisori che hanno a loro volta ripreso il controllo per la verifica . Tra le “altre criticità” contestate dai Revisori c’era anche “l’ammontare degli accertamenti TARI e IMU” per le quali la Giunta ha dichiarato di “effettuare le opportune rielaborazioni del progetto di bilancio”.

COLLEGIO DEI REVISORIAttualmente i Revisori stanno finendo ricontrollare l’elaborato e con la speranza che stavolta “i conti tornino” sembra che entro la prima decade di dicembre lo schema di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato possa ritornare alla Giunta che lo trasmetterà alle Commissioni consiliari chiamati ad esprimere il proprio parere. In che tempi? Vero è che il lavoro di verifica, a questo punto, è già stato fatto dai Revisori, ma siccome ad approvare il bilancio sono chiamati i Consiglieri comunali è giusto che almeno si rendano conto dei numeri, delle entrate e delle uscite; delle strategie finanziarie adottate dall’Amministrazione comunale e di come sono state predisposte tutte le voci obbligatorie previste dal Tuel per un bilancio stabilmente riequilibrato di un Comune in dissesto. Per esempio le azioni predisposte a seguito dell’adesione alla proposta della Commissione straordinaria di liquidazione sulla “Modalità semplificata di liquidazione”. Insomma soltanto a leggere, senza approfondire, le oltre 400 pagine dello schema di bilancio qualche giorno sarà pur necessario. Poi l’arrivo in aula, la discussione e la, votazione. Ma non finisce qua. Il bilancio una volta approvato dal Consiglio comunale va trasmesso alla competente Commissione del Ministero che dovrà dare il proprio assenso.