“Aspettavamo notizie bomba, dopo un silenzio di quasi due anni, sulle iniziative per recuperare i ritardi nell’attuazione del programma grillino e, invece, è arrivata la bomba delle dimissioni di Attardo, che parla di contrasti all’interno della Giunta. Contrasti su cosa? Su Favara e i suoi problemi? Non mi pare! Piuttosto, adesso che facciamo?” La riflessione e la domanda sono dell’avvocato Gaetano Airò.
“Il rimpasto in Giunta – continua – dovrebbe risolversi nel più breve tempo possibile, se non si vuole confermare la regola del perdere tempo, ma la cosa ha minore importanza rispetto al totale cambiamento di rotta che ci aspettiamo tutti. Oggi, la politica ha messo al centro del suo interesse il cittadino, il M5s si è fatto il paladino di questo concetto, che tradisce quando è forza di governo e grida al momento di trovarsi all’opposizione. A Favara è al governo della città, quando e in quali episodi ha avuto visibilità l’interesse dell’amministrazione per i cittadini? I problemi sono tanti, quello più grave che si trascina gli altri è quello finanziario. Di contro, lo spettacolo offerto fino adesso è di una proposta di Bilancio che fa avanti e indietro tra la Giunta e i Revisori del Conto. Si presenta, si ritira, si ripropone… Intanto, i cittadini aspettano segnali positivi e coraggiosi.” Così genericamente detto è facile, quali possono essere questi segnali?
“Il primo in assoluto – la risposta di Airò – è sulla personale valutazione. Mi spiego meglio. La prima valutazione dovrebbe consistere sul pormi da sindaco la domanda sulle mie capacità politiche a fronte delle problematiche cittadine. Sono o non sono capace di affrontarle? Dalla risposta che mi do ne segue una scelta ben precisa. Lascio o resto, se resto devo fare il mio lavoro nel migliore dei modi. Organizzare con coraggio lo strumento della macchina burocratica, esemplificare e non complicare il confronto tra i cittadini e l’Ente Comune, assicurare maggiori introiti alle casse comunali. Ci vuole coraggio oltre alle capacità”.
Avvocato, stiamo, in qualche modo, cavalcando la tigre delle dimissioni di Attardo.
“Certamente è l’occasione – conclude Airò – per riproporre i problemi che solleviamo da oltre un anno attraverso questo giornale con riferimento all’oggetto e quasi mai al soggetto, interessati come siamo alle questioni che ci riguardano come cittadini e per non perdere altro tempo a totale nostro danno. Siamo interessati alla sostanza e pretendiamo di essere amministrati seriamente, senza più indugi.”










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