Regalava la dote alle orfane per sposarsi e aiutava i poveri. In Piazza Garibaldi lo ricorda una lapide annerita dal tempo che quasi non si leggeva prima dell’intervento della Proloco.

antonio-moscato-300x209“Ignazio Cascio, contemporaneo del più famoso barone Antonio Mendola, si è distinto per sua generosità”. E’ Antonio Moscato, presidente della proloco, a raccontarci la storia di questo nostro concittadino che non era barone, conte o marchese, ma una persona che si era costruito il suo benessere con sacrificio e generosamente ha aiutato i meno fortunati.

“Lasciò – continua Moscato – una parte consistente della suoi beni ai più bisognosi, facendo in modo che alcuni di questi, attraverso un legato, potessero avere la dote per sposarsi. Nel giorno dell’Immacolata, l’otto dicembre venivano sorteggiate tre orfane alle quali andava la dote e senza la quale non potevano sposarsi. Ma per sapere di più siamo in attesa del prossimo libro del prof. Antonio Arnone che ci parlerà dettagliatamente delle confraternite di Favara e di Ignazio Cascio. Noi come associazione pro loco collaboriamo alla pubblicazione del libro e abbiamo ritenuto opportuno dare un poco di decoro alla lapide dimentica del nostro illustre concittadino”.

La Proloco ha reso leggibile la lapide che ricorda il benefattore favarese, i cavi elettrici alla base della stessa ricordano che a Favara, si può fare ciò che si vuole, pure posare cassette di derivazione e cavi elettrici in posti che meritano ben altre attenzioni.