Riceviamo e pubblichiamo 

Avv. Leonardo Cusumano

Gentile Ass. Bennica,
pur avendoLe già posto la domanda, a cui non è seguita invero una sua risposta, ho ritenuto doveroso interrogarLa pubblicamente, atteso, secondo lo scrivente, l’interesse della questione.
Rispondendo ad una domanda postaLe sui social da una cittadina di Favara, ossia se anche all’utente residente in zona non servita spettassero i mastelli, Lei ha testualmente affermato: “Anche coloro che abitano in zona non servita hanno diritto al kit. Anche perché domani potrebbero cambiare residenza e trovarsi senza. Potete recarvi in Piazza D’armi per il ritiro”.
Se l’italiano avesse ancora un significato compiuto e la logica fosse sottesa ai ragionamenti, si ricaverebbe che i cittadini favaresi pagheranno una quota del costo totale del servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti per l’acquisto di mastelli da consegnare a cittadini residenti in zone del Comune che non usufruiscono e non usufruiranno, in un immediato futuro, del predetto servizio.
E quante utenze risultano non servite e dove hanno conferito sino ad oggi? A quanto ammonta il costo del kit di mastelli proprio per questi utenti?
Pare necessario precisare, peraltro, che se tale tipologia di utenza ha diritto ad un abbattimento della Tari pari al 60%, il costo dei mastelli “inutilizzabili” lo pagheranno in buona sostanza i soliti fissa.
Certo di un Suo riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti.