“Ciao, se non avete impegni per le prossime elezioni comunali si candida mia mia figlia”.
“Dobbiamo fare la conta dei voti, se non potete votarmi ditelo”.
“Devo fare il conto dei voti sicuri, ditemi se il vostro è un voto sicuro”.
“Desidero candidarmi come consigliere comunale posso contare sul tuo voto? Se non rispondi per me è un no”.
“Se puoi con il tuo voto sarò consigliere comunale”.
“Ti ringrazio anticipatamente per la tua sincerità: mi voti?”
Sono alcuni dei messaggi in WhatsApp che in questi giorni girano insistentemente dei candidati al consiglio comunale nelle prossime elezioni amministrative di Favara in una sorta di concorso a soli voti per un incarico di cinque anni a consigliere. Alcuni di loro hanno scelto la lista civica o il partito, altri ci stanno pensando e altri ancora sono ancora nella fase della conta. La stragrande maggioranza è al primo tentativo e senza un minimo di esperienza politica.
Tutto si svolge come se l’attuale disastro favarese non avesse insegnato nulla, quando le previsioni non possono che dare un peggioramento. E per non farsi mancare nulla, pure una parte della deputazione regionale è alla ricerca delle grandi famiglie alla quali promettere un posto a consigliere comunale e “fidelizzarlo” per le elezioni regionali.
WhatsApp, intanto, si sta dimostrando un ottimo strumento per raggiungere in pochi minuti tanta gente. Si scrive un messaggio e si invia a tutta la lista dei numeri memorizzati nella rubrica telefonica. Una bella comodità ma attenzione alle parentele della “concorrenza” perché sarebbe offesa e pure grave se inavvertitamente il messaggio arrivasse a chi, a sua volta, ha tra i candidati il nipote, la nuora, il genero o il figlio.











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