Dopo la perdita dei 422 milioni di euro di contributi del Recovery Fund con la bocciatura di 32 progetti per le opere irrigue destinate all’agricoltura, c’è un altro rischio lanciarlo è stato l’assessore Daniela Baglieri: “Le strutture regionali non sono pronte a gestire la progettazione e l’istruttoria delle domande per partecipare ai bandi che finanzieranno interventi per l’acqua potabile e per risolvere l’emergenza rifiuti.
L’assessore è stato chiaro: “Carenza di personale e bracci operativi della Regione vecchi”. Una criticità che si trascina da anni ma che adesso con i tempi celeri del Recovery Fund appaiono interamente nella loro concretezza.
I 31 progetti bocciati a Roma per potenziare i sistemi irrigui in agricoltura erano stati elaborati dai Consorzi di Bonifica. E ora allo stesso modo le Ati (organi che gestiscono la distribuzione dell’acqua potabile a livello provinciale) e le Srr (strutture analoghe che si occupano di rifiuti) dovrebbero gestire la corsa ai prossimi contributi: sul tavolo lo Stato ha messo oltre un miliardo per le Regioni.
Ieri l’assessore alle Acque e ai Rifiuti, Daniela Baglieri, ha illustrato l’emergenza: “Non ci sono le condizioni per accedere ai fondi del Pnrr”, ha detto partecipando a Gela al secondo Tavolo di lavoro Act Tank Sicilia, la piattaforma permanente promossa dal Forum Ambrosetti.











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