“Bella Punta Bianca se si potesse visitare”

Punta Bianca sarà a breve riserva naturale. Il Presidente della Regione ha emesso il decreto e a giorni sarà interessata la Commissione regionale per la ratifica.

Cosa fatta dunque. Sarà riserva naturale con il poligono di tiro dell’Esercito e delle Forze armate e, di più, inaccessibile per una strada distrutta dal passaggio dei carrarmati e dai mezzi militari. Un fatto paradossale che ricorda il film di Renzo Arbore “FF.SS Cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo de non mi vuoi più bene” con la celebre frase “Bella Milano, si se putess’ vedé”.

Nella nuova versione agrigentina sarà destinata ad essere “Bella Punta Bianca se si potesse visitare”, con una strada assolutamente non percorribile e con le esercitazioni militari che ne impedirebbero il transito durante i tiri.

Lasciamo, in questa occasione, da parte il problema del poligono di tiro, per dare più spazio al collegamento stradale che per il Comune di Agrigento sarebbe una strada vicinale, mentre catastalmente appartiene alla Città dei Templi. Ad ogni modo, ciò che conta dovrebbe essere l’interesse economico di un territorio che si dice e si professa a vocazione turistica. Punta Bianca con la sua spiaggia è di una bellezza naturalistica e paesaggistica simile alla sorella più grande “La scala dei Turchi” che le fanno uniche al mondo. Non merita l’attuale isolamento, anzi dovrebbe essere interesse della politica, degli imprenditori e degli agrigentini aprirla al turismo e sfruttarne le potenzialità economiche affidate al particolare settore.

“La situazione di Punta Bianca – ci dice Carmelo Cantone, presidente della V Commissione del Comune di Agrigento e imprenditore del settore turistico – deve trovare immediata soluzione. Il Genio militare dovrebbe intervenire visto che i danni maggiori sono causati dal passaggio di mezzi pesanti in quella strada mai curata. Non è mai avvenuta la manutenzione dove peraltro esistono strutture ricettive di rilievo. Così come si è sempre ragionato, l’Esercito dovrebbe mettere a disposizione i mezzi e il Comune con una piccola spesa ripristinare il collegamento stradale. In una riunione congiunta con l’allora rappresentante dell’amministrazione, assessore Antonio Costanza Scinta, e con me presidente della quinta commissione turismo e tutta la commissione abbiamo fatto un sopralluogo, compresi i residenti di quella zona anche loro disponibili a mettere qualche contributo. Sembrava che tutto fosse in dirittura d’arrivo. Però come al solito queste cose cadono nel dimenticatoio, quando si dovrebbe correre soprattutto in vista della bella stagione che quest’anno grazie ad investimenti turistici stimolati anche dalla quinta commissione, potrebbero portare tanto benessere al nostro territorio. Occorre quindi che l’Amministrazione comunale velocizzi gli interventi di manutenzione e di ripristino per aprire a questa grande opportunità di sviluppo turistico, occupandosene seriamente e soprattutto, dicevo, immediatamente”.

Noi, dal canto nostro, qualche giorno fa, abbiamo raggiunto telefonicamente il sindaco di Agrigento, Franco Micciché, che si è detto fiducioso sul buon esito del problema a seguito di incontri avuti a Roma e di un confronto con i vertici militari regionali programmato a giorni, del quale avrebbe informato la stampa. Sono trascorsi circa dieci giorni dalla telefona con il sindaco di Agrigento e non abbiamo nuove, con il rischio richiamato da Carmelo Cantone che tutto passi nel dimenticatoio. Conforta una novità rispetto al passato con le associazioni, gli imprenditori del settore e cittadini non più disponibili a fare sconti e accettare babbiu e perdita di tempo e a subire gravi danni.