“… Gli architetti agrigentini, sanno meglio di tutti noi che l’unica opera fattibile e realizzabile ad Agrigento è solo e soltanto l’aeroporto; è la meno costosa, si realizza in poco tempo e rappresenterebbe per una intera provincia la vera alternativa allo scempio stradale, ferrato e portuale”. È una parte dell’articolo di Lelio Castaldo pubblicato sul suo giornale. Castaldo descrive la critica situazione delle infrastrutture regionali partendo dalla soddisfazione, da lui non condivisa, dell’Ordine degli architetti sulla realizzazione del ponte di Messina inserito nel programma della Presidente Meloni.

Al di là del diverso punto di vista sul ponte di Messina, utile a tutti i siciliani, gli agrigentini e l’economia della provincia sono penalizzati dalla mancanza di collegamenti degni di questo nome, piuttosto delle estistenti regie trezzere o di una sorta di strade all’interno di veri e propri cantieri.

Dice bene Lelio Castaldo quando sottolinea che l’aeroporto è l’unica opera immediatamente realizzabile e la meno costosa rispetto alle autostrade promesse dalla politica di collegamento come la Gela Castelvetrano. Un aeroporto avvicinerebbe davvero la Valle dei Templi con il resto del mondo e arricchirebbe la provincia con il rilancio del turismo, nel giro di pochissimi anni.

Una vera e propria miniera d’oro assurdamente negata.

Nel suo articolo Castaldo si fa una domanda: “Siamo favorevoli al ponte sullo Stretto?” Certamente gli agrigentini sono favorevoli al ponte “ma prima c’è il problema di come arrivarci a Messina tra trezzere e strade ferrate assurde.