Gaetano Scorsone

Ci sono sensazioni che mai si vorrebbero provare, così come ci sono pagine che mai e poi mai si vorrebbero scrivere perché, nell’uno e nell’altro caso, il dolore, solamente percepito, prefigura scenari, contesti e/o accadimenti a dir poco sconvolgenti. E una di queste situazioni ha preso progressivamente corpo ieri sera, mano a mano che la tristissima notizia della improvvisa dipartita del Dr. Antonio Patti ha fortemente scosso un’incredula Favara. Quando i riti familiari legati alla tradizione del Ferragosto volgevano oramai al termine, un imprevedibile destino ha condotto il nostro caro Antonio al commiato dalla vita terrena, quella vita che lui tanto aveva celebrato, onorato, esaltato, decantato e, persino, difeso come validissimo Medico.

Un uomo a dir poco straordinario, un amico sempre presente e su cui poter contare, una persona eclettica, uno studioso spinto da un inesauribile desiderio di sapere ma, soprattutto, uno spirito libero, un cittadino con alto senso del dovere, con una naturale propensione al rispetto di ogni persona, custode della storia e delle tradizioni della sua amata Favara, sempre pronto nel prodigare il suo servizio per la buona riuscita di eventi, manifestazioni, rassegne culturali, bibliografiche e scientifiche.

Da subito, infatti, come Assessore alla Cultura della Giunta del Sindaco Mimmo Russello, ha concorso alla riuscita di Mostre celebrative dell’Arma dei Carabinieri e all’avvio della Festa della Legalità a Favara. Non si contano gli eventi a cui ha dato impulso con il suo notevole valore aggiunto sia culturale che umano, poiché è riuscito ad utilizzare il suo sapere, la sua cultura, i suoi studi come ponti di collegamento al prossimo ed alla comunità, senza distinzioni, pregiudizi o autoreferenzialità, anzi rifuggendo sempre dai “piedistalli” e dalle iniziative esclusive ed elitarie. Una preziosa risorsa per Favara – e non solo! – che ha concorso a garantire la stabilità di quella virtuosa e variegata filiera venutasi a creare nel tempo con l’obiettivo di rimuovere vecchie ed anacronistiche incrostazioni e promuovere cambiamenti e trasformazioni più in linea con la dignità socioculturale e con il sano orgoglio della Favara in cui lui ha sempre creduto e per la quale si è amorevolmente speso. Che il suo esempio sia per tutti noi un incoraggiamento a fare di più e meglio affinché l’inseguito futuro possa trasformarsi in una condivisa e gioiosa realtà.

La luce del suo mite e fraterno sorriso, di certo, illuminerà il nostro cammino, confortandoci nelle difficoltà e compiacendosi per le nuove conquiste raggiunte. Riposa in pace, carissimo Antonio! Nei nostri pensieri e nel nostro cuore avrai sempre un posto particolare.

Condoglianze alla moglie e alla famiglia.