Con un suo comunicato Palumbo annuncia l’adeguamento della tariffa Aica.
Lui e i suoi colleghi sindaci “si sono assunti la responsabilità di salvare Aica”
Palumbo, dal suo punto di vista, elenca i motivi che stanno alla base di una scelta che, comunque, colpisce i cittadini utenti.
Cittadini che pagano un servizio inaccettabile e nello stesso tempo sono testimoni dello spreco di Aica, come per esempio in occasione di alcuni necessari lavori di manutenzione fatti, manco a dirlo, nel peggiore dei modi.

Sicuramente diverso, da quello di Palumbo, è il punto di vista della gente che paga, sopporta turni di erogazione da terzo mondo, assiste allo spreco di denaro da parte di Aica per lavori, dicevamo, fatti male, allo spreco di acqua che si perde lungo la rete idrica e l’elenco è lungo.
Dice bene Palumbo quando afferma che è necessario “proteggere un bene comune quale è l’acqua”.
I cittadini virtuosi lo fanno già, nell’unico modo a loro possibile, pagando regolarmente le bollette Aica che a sua volta non eroga un servizio regolare.
Sono i politici a fare nel peggiore dei modi il loro lavoro. Non sono, dunque, i cittadini che stanno affossando l’acqua pubblica, ma i politici.
E Palumbo il suo debito nei confronti dei cittadini lo riconosce “esasperati – dice – da una crisi idrica che è perdurata persino in inverno in molti luoghi della provincia, alla rabbia di chi avrà una bolletta più cara, anche se di poco, dopo aver dovuto supplicare per un turno idrico.”
C’è una buona notizia: dopo anni di chiusura, Aica convocherà nei prossimi giorni una conferenza stampa, evviva!
Finalmente e dopo un periodo più lungo della stessa siccità, un faccia a faccia tra gli addetti all’informazione e i signori che gestiscono l’acqua pubblica.











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