Università ad Agrigento, la CGIL lancia l’allarme: “Serve chiarezza, unità e rilancio. Basta frizioni tra Consorzio Empedocle e UniPa”

La CGIL di Agrigento interviene con decisione sullo stato attuale dell’Università nella città dei Templi, esprimendo “forte preoccupazione” per il clima di ambiguità e tensione che da anni caratterizza i rapporti tra il Consorzio Universitario Empedocle e l’Università degli Studi di Palermo (UniPa). Una situazione definita “insostenibile” dal Segretario Generale Alfonso Buscemi, che teme ricadute pesanti non solo sull’offerta formativa, ma sull’intero tessuto sociale ed economico del territorio.

Frizioni croniche e nodi irrisolti

“La crisi di rapporti tra il Consorzio e UniPa non è una novità,” afferma Buscemi. “Si ripropone periodicamente in forme sempre più gravi, come dimostrano le polemiche sorte di recente attorno alla gestione degli spazi di Via Atenea e alla mancata chiarezza su un presunto debito tra le parti.” Secondo la CGIL, il permanere di queste incertezze genera un clima di sfiducia e instabilità che penalizza studenti, famiglie, lavoratori e l’intera comunità agrigentina.

Il rischio di un progressivo smantellamento

Il Sindacato lancia un monito: “Il rischio concreto è che la continua conflittualità scoraggi le iscrizioni, paralizzi i progetti, allontani gli investimenti e comprometta la stessa sopravvivenza dell’offerta universitaria ad Agrigento.” Un’offerta che – sottolinea il comunicato – rappresenta non solo un presidio culturale, ma anche un motore di sviluppo economico e sociale per un territorio già segnato da profonde fragilità.

L’appello alla Provincia: “Rientri tra i soci del Consorzio”

La CGIL chiede un cambio di passo netto. “Occorre che il Presidente della Provincia si assuma la responsabilità istituzionale di rientrare tra i soci del Consorzio Empedocle, per esercitare una funzione di garanzia e guida strategica,” dichiara Buscemi. Un intervento che, a giudizio del sindacato, sarebbe determinante per superare le attuali paralisi decisionali.

Tra le priorità indicate: la definizione giuridica della proprietà dell’area di contrada Calcarelle, dove insiste il polo universitario, e l’avvio degli investimenti strutturali necessari. “Non è più accettabile – prosegue Buscemi – che l’Istituto musicale continui a operare in condizioni precarie: anche a esso devono essere assegnati locali dignitosi e idonei.”

Serve una governance chiara, stabile e trasparente

La CGIL non si limita alla denuncia, ma propone una visione. “Occorre chiudere con decisione la stagione delle divisioni per costruire, insieme a UniPa, un progetto di rilancio concreto e condiviso dell’Università ad Agrigento,” si legge nella nota. Una richiesta che punta a ristabilire una governance credibile, stabile e trasparente, capace di affrontare anche le gravi questioni irrisolte sul piano contrattuale, a partire dalle istanze del personale dipendente del Consorzio, da tempo in attesa di risposte.

“L’università non può essere un campo di battaglia, ma un laboratorio di futuro”

Il messaggio finale è chiaro e diretto: “L’università non può diventare un terreno di scontro politico o burocratico. Deve tornare a essere un laboratorio di futuro per i giovani e per la crescita del nostro territorio,” conclude Buscemi, annunciando la piena disponibilità della CGIL a collaborare con tutte le parti coinvolte per difendere e rilanciare un bene comune di così alto valore strategico.