L’arcidiocesi di Agrigento concorre in modo significativo al recupero e alla promozione turistico culturale del territorio.
Lo fa col parco culturale ecclesiale, in conformità agli indirizzi dell’ ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della C. E.I. (Conferenza Episcopale Italiana).
Un museo diffuso d’architettura ed arte sacra
Il parco culturale comprende alcuni tra i più vetusti gioielli culturali ecclesiali, allocati nelle città di Agrigento, Caltabellotta, Naro, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano di Quisquina e Sciacca. Città, queste, che fondano la prima rete coordinata di luoghi della fede, dell’arte e della cultura nell’ambito dell’arcidiocesi agrigentina.
“Un vero e proprio museo diffuso d’arte sacra che anima, connette e racconta l’essenza spirituale di una comunità, la sua memoria storica, il suo territorio, tra mare e collina. dove alcuni paesaggi carezzano l’animo e rapiscono il cuore” -dice don Giuseppe Pontillo, direttore dell’ufficio beni culturali ed ecclesiastici dell’arcidiocesi di Agrigento.
Agrigento
Fanno parte del parco culturale ecclesiale e possono essere visitate sino al 30 ottobre: la Cattedrale, con la Sala MuDiA (Museo Diocesano Agrigento) e quindi con i sarcofagi, le Torri, la sala Urna e la sala immersiva VR; la mostra con le opere del Guercino, di Cecco di Caravaggio, di Mariano Rossi all’interno del Museo Diocesano; il seminario arcivescovile con riferimento agli atri dello Steri e all’aula di teologia del collegio Santi Agostino e Tommaso; la chiesa Santa Maria dei greci col relativo antiquarium; la chiesa San Giuseppe con la mostra sul beato Rosario Livatino dal titolo “sub tutela Dei”.
Caltabellotta
Fanno parte del parco culturale ecclesiale e possono essere visitate sino al 30 ottobre: la chiesa madre, l’eremo san Pellegrino e la chiesa san Pellegrino. Questi ultimi situati sulla cima di un’altura che domina tutto il centro abitato.
Naro
Fanno parte del parco culturale ecclesiale e possono essere visitate sino al 30 ottobre: la chiesa barocca di Sant’Agostino e la sua sagrestia con i preziosi arredi lignei, la Chiesa barocca di San Francesco con l’annesso oratorio di santa Barbara (nella foto due dettagli di chiesa ed oratorio) e la chiesa santa Caterina d’Alessandria di stile gotico.
Sambuca di Sicilia
Fanno parte del parco culturale ecclesiale e possono essere visitate sino al 30 ottobre: tutte le meraviglie esposte alla sezione di sambuca del MuDiA ospitato all’interno della chiesa del Purgatorio, decorata da pregevoli stucchi e pavimentata in ceramica di Burgio risalente alla seconda metà del ‘700.
Santo Stefano Quisquina
Fanno parte del parco culturale ecclesiale e possono essere visitate, qui, sino al 7 settembre (e non già sino al 30 ottobre) ogni giorno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, l’eremo e la chiesa santa Rosalia, luogo di culto e spiritualità, legato alla figura di Santa Rosalia, patrona di Palermo, che vi visse in eremitaggio per 12 anni.
Sciacca
Fanno parte del parco culturale ecclesiale e possono essere visitate sino al 30 ottobre: la basilica Santa Maria del Soccorso, la sezione di Sciacca del MuDiA ospitato all’interno della chiesa madre, la chiesa della Badia grande (oggi dedicata a Santa Maria dell’Itria, con altari e pavimento in marmo rosso di Sciacca, ospitante le tombe di molti membri delle famiglie Peralta e Luna.) e la chiesa san Michele con la sua Torre da cui si vede tutta la città .











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