Dove è la compassione quando l’utenza deve pagare anche l’acqua che si perde nelle migliaia di rotture sulle reti idriche.
“Chi non paga rischia di vedersi ridotta la fornitura idrica. Questo dice la legge, alla quale contrappongo le parole di Papa Leone e dico che non c’è giustizia senza compassione.”

A parlare è don Marco Damanti non nuovo alle alzate di scudi per difendere la gente e, in particolare, la classe più debole.
Durante la gestione privata del servizio idrico, quando Girgenti acque iniziò a tagliare centinaia di prese idriche all’utenza morosa, il sacerdote aprì le docce della parrocchia ai cittadini colpiti dal provvedimento e, nello stesso tempo, iniziò, attraverso la stampa, a protestare.
I vertici di Girgenti acque lo andarono a trovare e dal confronto migliorò il trattamento ai morosi “con possibilità- ci dice don Marco di rateizzare il debito dell’utenza anche con rate mensili di 15 euro”.
“Ormai da troppo tempo- continua il sacerdote – la soluzione ai problemi è aumentare il costo dei servizi a carico dei cittadini. E che ci vuole?”
“La rete idrica interna ed esterna delle città sono colabrodi che disperdono anche il 50 per cento dell’acqua, quando tutto è a carico dell’utenza. Dovremmo iniziare a trovare soluzioni diverse, meno facili e scontate. La Regione si carichi il costo dell’acqua che si disperde fintanto che non finanzia il rifacimento delle condotte.”
“La popolazione è sempre più povera e di questo bisogna tenerne conto. Non si può a cuor leggero chiedere maggiori sacrifici”
Intanto Aica ha la necessità di incassare lottando l’evasione e l’abusivismo.
“Non conosco Danila Nobile – conclude don Marco- di lei ho capito che non si sta risparmiando per salvare l’azienda e la gestione pubblica dell’acqua. E lo fa, ne sono convinto, con professionalità e in solitudine. Mi riferisco alla solitudine politica, quando si sta guadagnando la compagnia dei dipendenti e dell’utenza. Saprà, mi auguro, affrontare al meglio il problema della morosità offrendo agevolazioni a chi ha difficoltà a regolarizzare il proprio debito.”











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