Respinta a larga maggioranza la mozione di PD, M5S e La Vardera.

Cateno De Luca e i suoi votano a favore.

Gaetano Galvagno presiede l’ARS nel giorno in cui arriva la richiesta della procura per processarlo.

La conta

L’assemblea regionale siciliana ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della regione Renato Schifani.

Hanno votato a favore della sfiducia i deputati regionali che hanno presentato e sottoscritto la mozione (ovvero 11 Pd, 11 M5S e 1 Controcorrente) e quelli di Sud Chiama Nord (3): in tutto 26 voti.

Hanno votato contro la sfiducia tutti gli altri deputati regionali che sulla carta dovevano essere 44, ma in realtà sono stati 41. Infatti, si sono registrate tre assenze (giustificate) nelle fila della maggioranza: Alessandro De Leo (Forza Italia), Fabrizio Ferrara (Fratelli d’Italia) e Carmelo Pace (Dc).

Il prosieguo

La mozione di sfiducia, ove approvata, avrebbe comportato la caduta del presidente e della sua giunta di governo, ma occorrevano 36 voti per l’approvazione (la metà più uno dei deputati).

La seduta dell’ARS per discutere e votare la mozione di sfiducia è stata presieduta da Gaetano Galvagno, per il quale proprio oggi è stato richiesto il rinvio a giudizio da parte della procura della repubblica ed è stata fissata l’udienza preliminare alla data del 21 gennaio 2026.

Schifani ha strenuamente difeso l’operato suo e del governo ed ha avuto parole di stima nei confronti degli assessori DC revocati Nuccia Albano e Andrea Messina, considerati da lui come coerenti, corretti, affidabili e leali.

Dopo l’esito del voto (per la verità, scontato) la giunta di governo, presieduta da Schifani, potrà continuare il suo lavoro.