Le quindici deputate dell’ARS, appartenenti a tutti i partiti rappresentati nel parlamento siciliano, ritengono indecoroso lo spettacolo del rinvio -avvenuto oggi in aula- del recepimento della norma nazionale che assicura la presenza femminile nei governi comunali.
“In molti giocano nel Parlamento regionale a fare il ruolo di Fabio Massimo il ‘temporeggiatore’”– dicono le deputate regionali all’unisono, accusando i loro colleghi maschi che probabilmente temono che poi sia richiesta ed approvata analoga norma per il governo regionale e magari per l’introduzione della preferenza di genere per le elezioni regionali.
Tutte le deputate hanno così firmato una nota per manifestare il loro disappunto:
Si tratta di Bernardette Grasso, Margherita La Rocca e Luisa Lantieri (tutte di Forza Italia), Elvira Amata e Giusy Savarino (di Fratelli d’Italia), Ersilia Saverino e Valentina Chinnici (del Partito Democratico), Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi e Josè Marano (del M5S), Nunzia Albano e Serafina Marchetta (della DC) e Marianna Caronia (Noi Moderati).
Ecco cosa scrivono nella nota comune: “Sulla norma che recepisce la legge nazionale in merito alla presenza delle donne nelle giunte comunali, oggi in Aula abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso. E’ naturale pensare che si voglia impallinare una proposta giusta e utile alla politica. Quattro ore impegnate in discussioni poco produttive, con l’obiettivo malcelato di non far prelevare l’articolo 8 per votare una norma che va nella direzione della parità di genere. Tutto ciò è avvenuto davanti a tante donne: deputate, cittadine presenti a Sala d’Ercole e collegate da casa. Rimane solo da sperare che martedì prossimo si vada avanti e si dia alla Sicilia una chance concreta per aumentare la presenza femminile nelle istituzioni. Oggi la Sicilia è fanalino di coda con un percentuale lontana persino dal 15 per cento”.
Nella foto: le cinque deputate del M5S all’ARS











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