Dopo la presentazione delle liste a sostegno del candidato sindaco, on. Carmelo Pace, abbiamo incontrato Giovanni Di Caro, promotore e punto di riferimento di una delle 6 liste di candidati al consiglio comunale.

Avvocato, più volte consigliere e assessore comunale, Giovanni Di Caro stavolta ha scelto di non candidarsi, ma non ha mancato di scegliere e impegnarsi concretamente.

Ha lavorato così – insieme a Giuseppe Liberto, promotore anche lui di “Ribera che vorrei“- alla compilazione della lista a sostegno di Pace, denominata “Ribera che vorrei”, sulla quale -egli afferma- “intendiamo puntare per dare una svolta positiva alla nostra città, concentrando l’ attenzione su produzione agricola e sviluppo turistico”.

“Lo sviluppo in chiave turistica della nostra città” -dice- “non può prescindere dall’istituzione di una zona turistico-alberghiera lungo la fascia costiera mediante l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, che è l’ex piano regolatore”.

“La crescita e lo sviluppo in chiave turistica passano, quindi, attraverso una nuova pianificazione della nostra fascia costiera: tutti i potenziali investitori, infatti, si sono dovuti confrontare con uno strumento urbanistico non pronto e non appropriato e pertanto hanno scelto di investire altrove” -aggiunge Giovanni Di Caro.

A proposito del comparto agricolo, egli afferma che “garantire la produzione, specie durante le annate poco piovose, è un impegno e un dovere”. “Oggi la nostra produzione” -prosegue- “è condizionata dal meteo e dalla mancanza di strutture irrigue efficienti per i 9000 ettari di terreno in cui si producono le nostre arance”.

Cosa fare, allora?

“Grazie al progetto denominato ‘Sollevamento Martusa’, che è già appaltabile, in caso di altre stagioni poco piovose, l’acqua del basso Verdura sarà portata direttamente alla diga Castello senza difficoltà legate alle concessioni, ordinanze, ritardi”- dice Di Caro.

“Non si tratta di un’opera faraonica, ma di un progetto già esistente e realizzabile che darebbe tranquillità ai nostri agricoltori anche durante le stagioni siccitose”- conclude.