L’inchiesta riguarda ipotesi di condotte di reato nella gestione del Cefpas di Caltanissetta, ossia il centro di formazione permanente e aggiornamento per il personale del servizio sanitario.

Richiesta di misure cautelari

La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha pure richiesto l’applicazione delle misure cautelari di custodia per gli indagati, ma -com’è noto- dopo la riforma Cartabia, il gip deve prima procedere agli interrogatori di garanzia per la loro eventuale applicazione. Così, squadra mobile di Caltanissetta e SCO di Roma -con la collaborazione delle squadre mobili di Palermo e Agrigento- hanno notificato gli inviti a comparire agli indagati per rendere gli interrogatori di garanzia.

L’inchiesta riguarda: l’on. Riccardo Gallo Afflitto, deputato ARS; Roberto Sanfilippo, direttore CEFPAS; Giuseppe Capodieci, direttore generale ASP di Agrigento; Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari CEFPAS; Salvatore Enrico Giambelluca, medico in quiescenza; Pietro Tirone, legale rappresentante SICE srl; Vincenzo Raitano, funzionario regionale in quiescenza.

Si tratta di indagini avviate nel 2023, mentre la richiesta di misure cautelari personali da parte della procura della repubblica è stata depositata presso il gip di Caltanissetta il 27 marzo scorso.

I reati ipotizzati

Roberto Sanfilippo, direttore CEFPAS, avrebbe posto in essere una condotta corruttiva per atti contrari ai doveri d’ufficio, tra cui l’assegnazione dell’incarico dirigenziale di esperto amministrativo a Gioacchino Pontillo, ritenuto uomo di fiducia dell’on. Riccardo Gallo; l’assegnazione alla moglie dello stesso on. Riccardo Gallo di quattro incarichi di consulenza e di un rapporto di lavoro a tempo pieno e determinato presso lo stesso CEFPAS, oltre che la sottoscrizione di un accordo quadro tra CEFPAS di Caltanissetta e ASP di Agrigento per il distacco di personale tra i due enti, “in modo che la moglie del deputato regionale potesse lavorare ad Agrigento”.

Giuseppe Capodieci “avrebbe ricevuto il sostegno dell’onorevole sia ai fini della sua nomina a direttore generale sia ai fini del mantenimento del suo ruolo”.

Ci sono poi altre condotte di reato ipotizzate, tra cui alcune anche a carico degli altri indagati.