Tantissimi applausi per lo spettacolo I siciliani, a cura de La compagnia del tempo relativo, diretta da Lella Falzone che è anche autrice dei testi e della sceneggiatura -insieme ad Angelo Lo Verme– oltre che attrice protagonista.
L’evento, patrocinato dall’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Vincenzo Corbo, conclude al Teatro Sociale di Canicattì la settimana della legalità in maniera leggera e, ad un tempo, riflessiva, perché porta il pensiero alle mafie che infestano ancora la nostra terra, cambiando sempre pelle ed adeguandosi al tessuto socio-economico e culturale che nel tempo cambia e si evolve.
Il tempo passa, ma i problemi dei siciliani restano sempre gli stessi: dall’acqua che manca ai ritardi dei bus e dei treni, dalla sanità che non funzione alle sacche di povertà. E il tutto sotto il controllo sapiente e camaleontico della mafia e dei suoi uomini.
Questo è stato I siciliani messo in scena da Lella Falzone e magistralmente ravvivato dalle allieve della scuola Arte Danza di Letizia Milanese. Con un eccezionale Matteo Bertolino con la sua voce imperiosa e il portamento impetuoso a mettere in contrasto la sua giovanissima età con l’imponenza della sua figura in scena. E con una altrettanto eccezionale Isabella Cacciato ad interpretare un personaggio attempato e sicuro di sé che catturava l’attenzione ed ispirava empatia.
L’ambientazione ci porta alla Palermo del 1993, ma ci sono scene che non hanno tempo né spazi a connotarle. Ed in esse irrompe anche la voce potente ed eufonica di Edda Russello, accompagnata dalla chitarra di Luca Neve (bravo attore anch’egli che ha anche pensato, con meno successo, alla fonica della pièce teatrale), per intonare Paci fecemmu di Esposito–Li Causi, portata al successo dal cantante agrigentino Gian Campione.



















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