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Commento di Adriana Vitale all'articolo Lavoro. Appello alla politica siciliana: No al precariato, serve modello collaborativo:
Sentiamo l’esigenza di raccontare, in estrema sintesi, la tragedia umana che inesorabile si è abbattuta su di noi come una mannaia, un riepilogo davvero ingrato ed estremamente riduttivo rispetto a ciò che giorno dopo giorno abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
La nostra situazione era già drammatica durante l’ultimo anno di avvisi 1 e 2 (2013). Eravamo senza prospettive future e soffrivamo insieme alle nostre famiglie le ristrettezze economiche che c’erano imposte dalle mancate retribuzioni. Eppure giorno dopo giorno ci siamo recati al lavoro, affrontando costi e togliendo dal già misero bilancio familiare finanche le spese per recarci nel posto di lavoro, con dignità, con il sorriso stampato in viso. Spesso nell’ascoltare tragedie umane, abbiamo cercato di consolare, capire, dare una parola di conforto con la morte nel cuore e con la consapevolezza di essere in condizioni peggiori di chi cercava in noi una speranza.
Esaurita la stagione degli avvisi, prospettano come la “manna dal cielo” il C.I.A.P.I., un piede dentro il pubblico con un contratto di sei mesi dietro selezioni. Si sarebbe lavato il peccato originale della cooptazione con una prospettiva futura rosea, tranquillizzati un giorno sì e l’altro pure sulla proroga e la continuità lavorativa, pensavamo di aver risolto i nostri problemi. Si dirottano i servizi al C.I.A.P.I., per altro rafforzati da una norma, e tutto sembrava andare per i meglio, peccato che fin da subito i “cani sciolti” dei “padroni” hanno iniziato a creare problemi e difficoltà dichiarando persino il falso pur di ostacolare il percorso delineato dal governo. Si parlava di proroga che avrebbe fatto da ponte per poi correre spediti verso un altro programma “Garanzia Giovani”, la Dirigente orgogliosa avrebbe potuto dare lustro alla Sicilia, quella Sicilia povera, sempre tra gli ultimi, sarebbe partita per prima, avrebbe potuto dimostrare capacità e competenza, avrebbe aiutato i suoi figli a trovare un’opportunità di lavoro. Invece no, c’è stato chi, calpestando il suo stesso mandato di rappresentanza del popolo, ha preferito rischiare il ritorno dei fondi pur di appagare le richieste di chi non ci stava a perdere questa fetta di torta.
Nessuna proroga, dal 23 aprile 2014 tutti a casa e fino al 9 gennaio 2015 i sospesi senza nessun sostegno al reddito. Abbiamo avvertito subito il pericolo e consapevoli che nessuno ci avrebbe difeso, ci siamo autogestiti fin dal 5 maggio iniziando una lotta che, se pur sempre civile, è stata al limite della sopportazione umana. Lavoratori che non hanno mai mollato un solo momento attraversando tutte le stagioni, sopportando scirocco, afa, vento, freddo, pioggia e tutte le condizioni climatiche, lavoratori che hanno usato il loro corpo e la loro mente, le loro intelligenze, la loro penna per svegliare le coscienze dell’opinione pubblica e togliere quella cortina di fango che scientificamente c’è stata buttata addosso, per svegliare le coscienze politiche e tutte le sensibilità umane.
Da allora ci sono voluti nove mesi per firmare un contratto di tre mesi, contratto che comunque mortifica la professionalità e la dignità dei lavoratori, con la totale cancellazione dei diritti acquisiti nel tempo, abbassamento di livelli, e nessuna prospettiva futura! Un bando prendere o lasciare, o così o si è fuori. Si riesce a partire solo quando chi si è battuto incessantemente è riuscito a tirare dentro chi si é dato da fare per non perdere un posto al sole a costo di gettare, com’è avvenuto, nel baratro padri e madri di famiglia. Figure senza scrupoli che hanno venduto cara la nostra pelle, non hanno guardato la disperazione di chi non poteva apparecchiare la tavola, non hanno letto la tristezza negli occhi dei nostri figli, non sono stati scalfiti dai tanti suicidi di chi ha ceduto psicologicamente, non hanno avuto scrupoli nel vedere frantumare matrimoni che non hanno retto al peso di una situazione economica disastrosa.
Pretendiamo, come da diritto: la cassa integrazione 2014, il pregresso degli emolumenti che hanno raggiunto livelli indicibili relativamente ai tempi ormai divenuti biblici, chiediamo la soluzione per proseguire la nostra attività lavorativa dal 9 alrile e ovviamente quello che è il nodo più importante da sciogliere, risposte alla nostra stabilità futura.
Esperti in Politiche Attive del Lavoro, a suo tempo assunti a Tempo Indeterminato dagli Enti di Formazione Professionale che operano su direttive e sotto il controllo della Regione Siciliana, in ossequio a quanto previsto dalla l.r. 24/76 e successive, con una media di servizio di trent’anni, riqualificati con selezione pubblica dalla Regione Siciliana verso la fine degli anni ’90, in vista della riforma dell’allora ufficio collocamento, conseguendo una qualifica professionale funzionale all’inserimento nei servizi per l’impiego.

