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Commento di Salvatore Petrotto all'articolo Discariche – Giovanni Panepinto: “Nell’Isola sono pochi, vecchi e spesso pericolosi”:

Ecco che si corre ai ripari, tentando di intimorire, di intimidire gli organi inquirenti e la Magistratura, attraverso una dimostrazione di forza presso la Prefettura di Agrigento, chiamando a raccolta funzionari pubblici e magistrati.
Il tentativo è sempre lo stesso, quello di dimostrare che basta atteggiarsi a professionisti dell’antimafia, per violare qualsiasi legge in materia di appalti o di ambiente.
Basta convocare una riunione alla Prefettura di Agrigento ed il gioco è fatto!
E’ sempre la stessa storia di sciasciana memoria e che riguarda, questa volta, ‘i professionisti dell’antimafia di la munnizza’.
Staremo a vedere che cosa ne pensa il Prefetto Diomede degli appalti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in provincia di Agrigento. Appalti affidati illegittimamente, da 7 anni a questa parte, con proroghe su proroghe per centinaia di milioni di euro, sempre alle stesse ditte, sotto l’occhio vigile ed attento del vicepresidente di Confindustria Sicilia, proprietario di una delle poche discariche private superstiti, quella di Siculiana, dopo il ciclone giudiziario che si è abbattuto sulle altre, quali quella del catanese Proto o degli agrigentini Sodano. Il prefetto Nicola Diomede, nominato qualche mese fa dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano è, tra l’altro, l’artefice, nel 2012, di pretestuose ispezioni per delle presunte infiltrazioni mafiose presso il comune di Racalmuto da me amministrato.
Ispezioni rivolte contro chi, come me, un anno prima, e cioè a febbraio del 2011, aveva denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento, la scandalosa ed illegale gestione di acqua e rifiuti nell’Agrigentino.
Siamo curiosi di verificare cosa hanno avuto da riferire in materia di rifiuti i vertici di Confindustria Sicilia ad Agrigento.
Anche perché ad accompagnare a Racalmuto nel 2012 l’allora vice prefetto Diomede (promosso sul campo Prefetto di Agrigento dal ministro Alfano, dopo la brillante operazione Racalmuto) e l’allora Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, per notificare il decreto di scioglimento del comune, c’era proprio il vicepresidente di Confindustria Sicilia e proprietario della megadiscarica di Siculiana.
Guarda caso alcune di queste discariche, proprio in questi giorni, sono già state sequestrate dalla Magistratura per diversi abusi, truffe e tangenti ed i proprietari sono stati rinchiusi nelle patrie galere.
Della discarica di Catanzaro non sappiamo nulla.
Perché proprio ora è stata convocata questa urgentissima riunione in Prefettura? Perchè a presiederla c’era il vicepresidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, oltre che il presidente, Antonello Montante? Come mai è stata avvertita la necessità di estendere l’invito anche a tutti i magistrati agrigentini?
E’ stato forse deciso che il nostro Catanzaro è l’unico che si salva o che si vorrebbe salvare, assieme alla sua mega discarica di Siculiana?
Vuoi vedere che quella di Siculiana risulterà in Sicilia l’unica discarica privata in regola in tutto e per tutto!
Ne siamo certi.
Non sappiamo se la stesse certezze, avvalorate peraltro anche da qualche insigne giornalista agrigentino, verranno espresse dai Magistrati che si stanno occupando della scandalose gestione delle discariche private siciliane e dello smaltimento dei rifiuti.
L’intero ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti che, a noi Siciliani costa almeno il triplo del resto d’Italia, è praticamente gestito in regime di monopolio da svariati anni.
Si tratta ormai di due miliardi di euro di debiti che gravano, ingiustamente, su cittadini, imprese e comuni tutti quanti economicamente strangolati da queste perverse ed illegali truffe miliardarie.
Salvatore Petrotto

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