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Commento di Peppe all'articolo C’è chi dice no alla seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale sull’argomento acqua:
Leggendo la nota del Signor Centineo, che ritengo persona seria e riflessiva, mi viene in mente uno pseudo studioso post unitario, che non gode minimamente di nessuna stima, ma nel caso le sue strambe teorie credo che ben si adattino al casp. Parlo di Cesare Lombroso, un antropologo o che amava definirsi tale del XIX secolo. In particolare nell’opera L’uomo delinquente, Lombroso sostiene l’ardita tesi secondo cui i comportamenti criminali o deviati o contrari alla società sarebbero determinati da predisposizioni di natura fisiologica, i quali spesso si rivelano anche esteriormente nella configurazione anatomica del cranio. Egli arriva a sostenere che il “delinquente nato” ha generalmente la testa piccola, la fronte sfuggente, gli zigomi pronunciati, gli occhi mobilissimi, acquosi ed errabondi, le sopracciglia folte e ravvicinate, il naso torto, il viso pallido o giallo, la barba rada. Spesso è caratterizzato da miopia incipiente, il viso seborroico, la mani umidicce di sudore, il sudire acido e di odore sgradevolissimo. Influenzato dalle teorie di Darwin, Lombroso sostiene poi che il “delinquente nato” presenta delle caratteristiche ataviche, ossia simili a quelle degli animali inferiori e dell’uomo primitivo; tali caratteristiche renderebbero difficile o addirittura impossibile il suo adattamento alla società moderna e lo spingerebbero sempre di nuovo a compiere reati. Nella sua analisi, egli attribuisce particolare importanza al cranio. Infatti se osserviamo il cranio del “nostro” si rileva che nell’occipite, anziché una piccola cresta, c’è una fossa, alla quale dà il nome di “occipitale mediana”. La cresta occipitale interna del cranio, prima di raggiungere il grande foro occipitale, si divide talvolta in due rami laterali che circoscrivono una “fossetta cerebellare media o vormiense”, che dà ricetto al verme del cervelletto. Questa caratteristica anatomica del cranio è oggi chiamata fossetta di Lombroso: egli riteneva si trattasse di un carattere degenerativo più frequente negli alienati e nei frustrati, che classificava in quattro categorie: gli alienati nati (caratterizzati da peculiarità anatomiche, fisiologiche e psicologiche), i frustrati alienati, gli alienati occasionali e quelli professionali. Lombroso indicò anche le conseguenze giuridiche della propria dottrina: poiché il crimine contro la società non è il frutto di una libera scelta (il che striderebbe con l’adesione ai canoni del Positivismo), ma è piuttosto la manifestazione di una patologia organica, cioè di una malattia, allora la pena deve essere intesa non come una punizione (ché non ha senso punire chi non ha agito liberamente), ma semplicemente come strumento di tutela della società. Quindi il “nostro” non potrebbe sedere nel consiglio comunale.

