Chi vuol bene a fra Giuseppe ha temuto in questi giorni di “perderlo”. Chiariamo subito che il “perderlo” stava in un suo possibile trasferimento. Ieri, invece, è arrivata la bella notizia della sua riconferma per i prossimi tre anni a superiore del Convento di Favara e responsabile della Tenda del Padre Abramo.
Alla notizia, vi lascio immaginare la grande gioia dai suoi ospiti extracomunitari e non solo. Fra Giuseppe è riuscito a farsi voler bene da tantissimi giovani e meno giovani, con le dovute eccezioni, ché non tutti, specie i bigotti, apprezzano un saio in giro per la città, in mezzo alla gente, tra la gioventù in piazza o allo stadio.
La presenza di fra Giuseppe è cercata e apprezzata, per il suo essere amico di chi incontra e per la sua capacità di trasmettere la voglia di stare insieme. Smetto con le “pennellate” ché voglio arrivare ad altro.
Il frate, abbiamo detto, resterà per altri tre anni, la domanda è: noi saremo con lui ad affollare il Convento?
La povertà, al momento, è il problema più grave della nostra società. Nessuno muore di fame, ché non siamo a questo punto, ma dobbiamo dare sollievo a chi sta attraversando un periodo difficile per se e per la sua famiglia.
Quel pazzo di fra Giuseppe i poveri è andato a cercarli fino in Marocco e, dopo la missione in Africa, tornato a Palermo girava per i semafori per portare una bevanda calda ai lavavetri. A Favara regge da anni la Tenda del Padre Abramo che aiuta le famiglie povere.
Noi non dobbiamo imitare fra Giuseppe, non siamo pazzi fino a questo punto, ma semplicemente andarlo a trovare in Convento.
Nulla di più e nulla di meno di una visita e poi si vedrà.