Giovanni Panepinto
Non ci sono parole adatte a dire come vorrei quello che provo. Avevamo vite parallele, insieme nel PCI, insieme nella FGCI. Lui del 62 io del 61. Scelte di vita personali simili. Insieme siamo entrati all ‘ ARS nel 2006. Eravamo concorrenti nella stessa lista per le lezioni regionali. Nel luglio del 2006 , fumando, lui le sue MS bianche io quelle gialle, seduti facemmo un patto che li dentro, nel gruppo e all ARS non dovevamo litigare. Ogni problema che sorgeva dovevamo affrontarlo lontano dagli altri.Ed è stato così. Quasi cinque anni seduti accanto nella commissione Bilancio, l’uno firmava gli emendamenti dell’ altro.
Voglio anche ricordare che è suo l ‘ODG per denuclearizzare la Sicilia. Sull’ acqua pubblica non mi ha fatto mai mancare il suo sostegno, così come io su temi a lui più congeniali per il suo impegno nel sindacato. Io abitudinario e a lui il compito di sperimentare le trattorie dove a tarda sera ci recavamo insieme agli altri deputati amici del PD. Avevamo parlato alla direzione regionale di alcune vicende provinciali e di Raffadali e ci eravamo trovati d accordo. La sua signorilità anche nei momenti di forte scontro dentro il partito ci ha permesso di avere sempre rapporti umani e politici sereni .Scrivo tutto ciò non perché questa sua morte fulminea e assurda mi imponga di farlo a solo perché è la verità . Ciao compagno Giacomino..