manganella a testa bassaL’estate sta finendo e un altro anno del mandato Manganella ne va. Sono passati ormai tre anni dall’elezione di Rosario Manganella a sindaco di Favara, eletto con la coalizione di responsabilità (Forza italia, MPA, PID, Grande Sud e liste civiche) e con una maggioranza di 20 consiglieri comunali.

Inizialmente la coalizione che sosteneva la giunta del buon Sasà vedeva la partecipazione di rilevanti personalità politiche di Favara: i quattro medici Giovanni Alaimo, Gaetano Nobile, Paolo Felice e Toto’ Montaperto, il vice sindaco Angelo Messinese e non per ultimo il deputato locale Nino Bosco che ha voluto fortemente la candidatura, assumendosene ogni responsabilità politica, dell’ex capopopolo Manganella.

E’ risaputo che tutti gli sforzi elettorali dei sei grandi sostenitori di Manganella sono venuti meno, poiché quasi tutti non sostengono più Manganella. Nino Bosco, artefice della candidatura Manganella, pare non abbia più propri rappresentanti in giunta, nonostante il suo partito NCD sostenga il sindaco con assessore in giunta e consiglieri in maggioranza.

E a proposito di maggioranza, meglio di minoranza politica perché Manganella, oltre a rimanere privo del suoi maggiori sponsor politici, è senza maggioranza in consiglio comunale. Prove lampanti sono le recenti sedute del Consiglio comunale.

Manganella, dicevamo, è solo! E’ un uomo solitario che insiste a voler guidare una nave che affonda. Una nave che lui stesso ha affondato.

Manganella eletto con la coalizione di centro destra, passa prima con Megafono di Rosario Crocetta e poi aderisce al PD. Proprio quest’ultimo partito mal gradisce la sua presenza, con il segretario cittadino Carmelo Vitello, i dirigenti provinciali Mossuto e Bunone, oltre agli onorevoli Panepinto e Moscatt, che a più riprese hanno sottolineato il fallimento amministrativo e politico del sindaco.

E allora il ragionamento è semplice: un sindaco senza il sostegno dei leader politici locali che hanno in maniera determinata contribuito ad eleggerlo; senza una maggioranza numerica e politica in Consiglio comunale; che non ha più amici e sostenitori; che da mesi è senza assessori in giunta e che non gode più di alcuna fiducia in paese, può continuare a fare il sindaco?

Carissimo Manganella, perché ostinarsi davanti al plateale fallimento. Dignità politica dovrebbe suggerirti di lasciar perdere. Sei un maestro in pensione che sin da piccolo voleva fare il sindaco. Grazie all’onorevole Bosco hai realizzato il tuo sogno ma non sei riuscito a realizzare nessun punto del tuo programma. Sul sito del comune è facilmente reperibile il tuo irrealizzato programma elettorale (clicca qui).

Niente di tutto quanto presentato agli elettori nel giugno 2011 è stato realizzato ed è sotto gli occhi di tutti il malcontento dei cittadini, vessati da tasse, imposte e disservizi. Molti servizi sociali sono stati eliminati o soppressi; assolutamente nulla è stato fatto per migliorare la viabilità e per garantire la sicurezza dei cittadini, il centro storico che cade a pezzi, buche stradali e pericoli per l’incolumità dei cittadini. Nessuna iniziativa rivolta ai giovani, al turismo, nonostante il fermendo imprenditoriale e delle associazioni. E’ stato inventato il metodo del “sacco a sacco o meglio gancio a gancio”, diventando il primo paese d’italia e forse del globo terrestre a utilizzare un simile metodo per la racconta dei rifiuti.

Manganella, perché insistere in questa tua solitaria violenza alla città, che, viceversa, accetterebbe e apprezzerebbe un tuo lasciare per non fare altri danni.