
“Nella vita bisogna sempre difendere le proprie idee. Di fronte a tredici persone che ti muovono tredici critiche diverse o l’idea soccombe o, se esatta, vivrà”. Inizia così l’incontro con Agostino Di Trapani, vivace sessantenne, nato a Santa Elisabetta, nell’agrigentino, ma da sempre residente in Belgio, nella molto siciliana cittadina di La Louvière. Qui Agostino arriva all’età di cinque anni, nostalgico dei profumi, del calore e della gente del suo piccolo paese, ma soprattutto del nonno, il quale nella campagna siciliana gli “aveva aperto i sensi”.
Tra mille difficoltà economiche studia e si appassiona (“io, un italiano, ero il primo della classe”) all’elettromeccanica e all’elettronica industriale. Lavora per tanti anni presso varie industrie locali, nei reparti di sviluppo e ricerca, acquisendo un’elevata esperienza tecnica ma soprattutto sviluppando una capacità inventiva di cui farà tesoro. La svolta, racconta, l’ebbe appena andato in pensione. Ritrovandosi, infatti, con molto tempo a disposizione, inizia a proporre i suoi progetti a varie multinazionali e dopo qualche mancato accordo, riesce a farsi finanziare l’idea che lo ha reso famoso in patria, e non solo.
Riunisce gli sforzi tecnici di tre colossi, la Roosens Bétons, la Basf e l’Argex, che gli permettono di creare il sistema edilizio “Besto”, basato sull’uso di materiali ipertecnologici e leggeri (che nel 2005, anno del suo lancio, ha permesso ad Agostino Di Trapani di vincere il prestigioso “Belgian Building Award”) e di brevettare a suo nome, in Europa e in buona parte del mondo, i suoi “Stabobloc” e “Stabobric”, ovvero due elementi costruttivi venduti in trecento mila unità mensili. Ma non solo. Da quell’anno, i frutti della creatività siciliana esportata in Vallonia appaiono, con crescente successo, anche nella parigina Batimat, affermata fiera biennale del settore.
Ultimamente, la fama dell’inventiva del Di Trapani ha anche oltrepassato le Alpi, tanto da essere stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, per il suo rilevante impulso nell’innovazione tecnologica. Non dimentico delle sue origini, Agostino Di Trapani torna sempre in Sicilia, almeno due volte l’anno, per ritrovarsi coi suoi cari che vivono ancora qui e – “conservandone la memoria” – per curare la terra che fu del padre.
Antonio Fragapane










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