E’ stato dato alle stampe solo nel mese di settembre, è già si sente nell’aria il profumo del “caso” letterario. Stiamo parlando della nuova raccolta di poesie dell’agrigentino, da anni abitante a Milano, Valerio Mello. “Giardini pensili”, questo il titolo dato al canzoniere, è un inno alla sua città natia, Agrigento appunto, vezzeggiata, amata e, molto spesso, ricordata con quel dolce-amaro tormento di chi è lontano da “casa”.

“Ho lasciato le chiavi in quel terreno: le chiavi immisurabili dell’io”- scrive il giovane poeta Mello nella poesia dal titolo Giardini Pensili- come a voler sottolineare che sebbene il suo corpo sia altrove, lontano nel tempo e nello spazio, il suo cuore, la sua anima, il suo sangue sono rimasti ancorati ad Agrigento. Ed è tutto un crescendo di pathos e colori, di bellezze nascoste e soleggiate che, da profani, ci permettono di vedere Agrigento, la più bella tra le città dei mortali, nella sua veste più splendente. “Il mio mare non si prosciuga. Il mio mare è blu come le pietre del sogno. Il mio mare cresciuto con il sapere degli orti nascosti. Il mio mare per i riti divini, per le nature dei miei morti amati e vivi”.

Questi i versi dedicati al mare nostrum, dal chiaro titolo “Mediterraneo”. Ammirandone le parole, se ne rimane ammaliati come canto di sirena, sopraffatti da quei ricordi di acqua che bagna il corpo, frescura di giornate assolate, contenitore immenso di vita ma, ahimè, anche di morte. Infine, con “Veranda dell’Apollino”, il Mello rende omaggio al D’Annunzio nazionale in un dialogo metafisico con la figlia Renata. Dopo “Asfalto”, Valerio Mello con “Giardini Pensili” non delude. Anzi, sentiremo ancora parlare del suo “Io” poetico. Le prossime tappe di promozione di “Giardini pensili” avranno luogo a Roma il 19 gennaio 2016 presso la Libreria Ibs Nazionale con Sarina Biraghi, condirettore del Quotidiano Il Tempo, e con la professoressa universitaria Rosalma Salina Borello; a Torino il 25 gennaio 2016 presso il Circolo dei Lettori con Valter Boggione, Professore di Letteratura Italiana all’Università degli Studi di Torino; a Trieste il 1 marzo 2016 presso il Caffè San Marco con Maria Cristina Benussi, Professore Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università degli Studi di Trieste.