I favaresi hanno rivoltato, con la loro presenza nell’aula Falcone Borsellino, il risultato dell’incontro avuto nella mattinata tra il sindaco e una delegazione di consiglieri e rappresentanti del comitato di protesta da un lato e dall’altro il presidente di Girgenti acque e suoi dirigenti, quando Marco Campione non ha fatto nessun passo indietro, confermando la sua volontà di procedere con l’installazione dei contatori idrici.
Al semplice impegno di Girgenti acque di rivedere alcune parti del contratto di somministrazione del servizio, il Consiglio comunale in seduta aperta ai cittadini ha contrapposto l’alt alle installazioni dei misuratori, nel rispetto del regolamento che prevede nella fase transitoria, cioè fino a quando la fornitura non sarà H24, la possibilità del regime forfettario. E ancora, l’annullamento in autotutela dei contratti già stipulati e la revisione delle clausole contrattuali.
I particolari della seduta li scrive Giuseppe Moscato. Mentre voglio raccontare a chi non c’era la diversa aria che si è respirata all’interno del civico consesso affollato da tantissimi cittadini, fino a non trovare un angolino per assistere ai lavori.
Aria di democrazia partecipata, uno spettacolo raro a Favara.
In passato, specie nei periodi di siccità e di crisi idrica, abbiamo assistito alla ferma protesta dei Comuni montani a difesa di quella che chiamano la “loro acqua”. Paradossalmente, le città della fascia costiera, senza sorgenti, hanno sopportato indicibili disagi in silenzio. A Favara, dove tutto è di più, il silenzio è stato assordante.
Oggi, non è più così. I favaresi pretendono i loro diritti, dopo essere stati i primi a rispettare la legge e a consegnare la rete idrica cittadina a Girgenti acque. Vogliono chiudere definitivamente il periodo della tolleranza delegando la politica e scelgono la partecipazione diretta. E il Consiglio comunale, senza divisione tra maggioranza e opposizione, si è mostrato alleato del popolo e lo ha sostenuto con l’approvazione di un indirizzo politico all’amministrazione che dovrà chiedere l’immediata sospensione delle installazione dei contatori, l’annullamento dei contratti, la revisione delle clausole contrattuali e la verifica del funzionamento del depuratore. Il Consiglio chiede anche di verificare la possibilità, qualora si accertasse il non funzionamento della depurazione, del rimborso delle somme pagate dagli utenti.
Si fa sul serio, sotto lo sguardo vigile dell’opinione pubblica. Nessuno potrà permettersi, in capo il sindaco, a non dare seguito a quanto stabilito dall’assise cittadina. Nulla potrà essere calato all’utenza se non dopo le opportune valutazioni e verifiche. Nessuno potrà fare da padrone indiscusso, sotto i fari accesi della cittadinanza.
E’ un segnale forte di cambiamento che, molto probabilmente, non darà nell’immediato l’acqua H24, ma che fa sperare nella futura partecipazione attiva H24 dei cittadini di Favara.










Commenti (2)
Aria di democrazia partecipata, uno spettacolo che mi auguro non sia più raro a Favara…oltre che doveroso da tutti i punti di vista, è l’unico modo per salvare la città !
Mi aguro come cittadino che l’Unione indiscusa ke si e avuta trova corpo e energie per il proseguimento e la consapovolezza di vigilare su gli obbietti che si sono preposti , questo dovrebbe significare l’inizio di una battagli democratica che sancisce il diritto sacrosanto dell’Acqua che nessuno oltre alla natura produce . Nulla togliere a servizi di erogazione . Mi chiedo soltando che questo coesione sociale non diventi la brina di prima mattina che al primo raggio di sole svanisce . Salvatore
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