di Rosario Manganella

La data delle elezioni si avvicina inesorabilmente. I partiti, però, non sembrano ancora pronti all’appuntamento della prossima, ormai, imminente primavera.
Non ci sono ancora idee, programmi, alleanze.
Si assiste ad un decadimento del dibattito, del confronto politico.
Si assiste alla mancanza di vere e proprie strategie politiche.
La classe politica è ferma, indecisa, incapace di indicare qualcosa, qualcuno.
Eppure, sotto sotto, qualcuno, all’insaputa di tutti, ci ha provato a fare il colpaccio, ma non ci è riuscito.
Forse perché poco credibile? Forse, perché in solitudine ha provato a fare il “grande”?
Non ci è riuscito nemmeno quando ha cercato aiuto, quando in compagnia di altri due compagni di viaggio ci ha provato, in trasferta, recandosi nel capoluogo siciliano. Ma nulla. La tanto attesa risposta non c’è stata. Anzi, si c’è stata, ma è stata negativa.
Lo ha detto la stessa interessata, dichiarando di essere indisponibile a candidarsi a sindaco, sostenendo che già serve la comunità con la toga. Non ha bisogno della fascia tricolore!
Peccato, sarebbe stata un’ottima candidata e sicuramente una sindaca straordinaria, sarebbe stata, comunque, la prima donna sindaca nella storia di Favara. Un primato!
Ma Laura Vaccaro, procuratore capo a Caltanissetta, ha detto di no.
Non so come si sarebbe districata di fronte alla grave situazione finanziaria dell’Ente, ma sono sicuro che avrebbe continuato il processo di risanamento dei conti del Comune, tracciato dalla giunta e dal consiglio comunale in carica.
Io non avevo – non ho – dubbi: l’avrei votata (spero possa ripensarci e cambierei molto volentieri il modo e il tempo del verbo in la “voterò”).
È una persona che stimo, una che sa il fatto suo, un magistrato coraggioso che lotta continuamente contro l’illegalità e la mafia.
Mi viene, a questo punto, spontaneo utilizzare la celebre frase di Lenin “Che fare?”.
Ma, prima ancora, “l’operazione” richiede una domanda e qualche riflessione. La domanda : come mai si è pensato ad un magistrato? Non ci sono esponenti politici locali in grado di essere candidati a sindaco per ricorrere ad un “bomber” che per mestiere fa un altro lavoro nobile, tanto quanto nobile è la politica?
Bisogna ammetterlo, la candidatura della Vaccaro, al di là della persona che gode della mia stima e fiducia, rappresenta il fallimento dei massimi dirigenti locali dei partiti che a lei si sono rivolti.
Dove sono i giovani tanti osannati pronti per il cambiamento? Perché non si è pensati a loro, fin dalle prime battute?
O forse è più semplice strumentalizzarli, facendo credere loro che sono i migliori, i più bravi, i più onesti, i più capaci, per poi lasciarli nelle retrovie, tanto vi sono sempre loro, i capi?