Marilì Chiapparo

Cronaca di un Dissesto annunciato

Il dado è tratto, perché era già tutto scritto da tempo.

La repentinità con cui il Movimento 5 Stelle ha deciso di consumare il dissesto finanziario del Comune di Favara non è casuale, né frutto di approssimazione, ma risponde a un preciso disegno freddamente delineato all’indomani del primo turno delle elezioni, quando il Direttorio locale intuisce che dal Met-Up si può passare direttamente al secondo piano del Palazzo di Città cavalcando il mal di pancia dell’elettorato.

Basta mettere una dietro l’altra le date più significative degli ultimi 80 giorni per capire che i pentastellati non hanno mai avuto alcuna intenzione di provare ad evitare il fallimento, un fallimento “perseguito” sin dalla scelta degli Assessori in vista del ballottaggio.

Sabato 11 Giugno la nomina dell’Assessore Maida con delega alla materia finanziaria, fa trasparire subito, infatti, la chiara volontà di portare alle estreme conseguenze la “madre di tutte le questioni”, ovvero la delicata situazione finanziaria dell’Ente Comune, e il futuro Sindaco Anna Alba, stuzzicata in tal senso prima del voto, finisce per non smentire il “vox populi”.

Stravinto il ballottaggio e consumati i passaggi di rito post-insediamento, con l’occupazione totale dell’Ufficio di Presidenza e delle Presidenze delle Commissioni Consiliari, è Venerdì 29 Luglio che si consuma il passaggio decisivo, quando, contemporaneamente all’annuncio della proroga dei contratti in scadenza dei lavoratori a tempo determinato, ci si premura, evitando artatamente l’Ufficio Protocollo, di chiedere con una mail al Ministero degli Interni lumi sulla procedura da adottare per dichiarare il dissesto.

Nel frattempo, diminuendo a 5 le postazioni dirigenziali, si provvede a confermare quello preposto agli Affari Finanziari, col preciso obiettivo di fargli redigere la relazione pre-dissesto sfruttandone la “memoria storica”. Inoltre, al fine di puntellare la compagine di Giunta, viene suggerito al Sindaco di anticipare ciò che invece doveva consumarsi dopo Natale, ossia dare un ruolo alla “mente” della campagna elettorale, Joseph Zambito, attraverso l’affidamento di una consulenza a titolo gratuito per l’attuazione del programma elettorale, ovvero, una vera e propria delega assessoriale.

Si arriva così a Venerdì 26 Agosto, quando con un’apposita conferenza stampa, il “coro a 3 voci” composto dal Sindaco, dall’Assessore al ramo e dal Dirigente di Settore, facendo leva sulle criticità di cassa storiche e soprattutto sull’impossibilità a ripianare negli ultimi tempi i conti, complice l’incapacità riscossoria e il continuo ricorso alle anticipazioni di cassa, annunciano la volontà di dichiarare il dissesto finanziario.

Per rendere meno amara la pillola da far digerire ai Favaresi, sia ai contribuenti virtuosi che agli evasori incalliti, viene prospettato un quadro da cui, quasi quasi, col fallimento del Comune i Cittadini ne ricaveranno un guadagno! Potere dell’Ingegneria Finanziaria concepita ai piedi di chi, di Favarese, non ha proprio nulla, perché, come insegna la Storia, quando c’è da fare piazza pulita i “killer” vengono assoldati sempre “fuori Paese”.

Di ieri, la convocazione per Mercoledì 21 Settembre del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la discussione e la votazione della dichiarazione di dissesto finanziario.

Ci si avvicina così all’epilogo, il Movimento 5 Stelle ha deciso di staccare la spina delle casse comunali e lo ha fatto bruciando tempi, tappe e passaggi sociali e innescando la sola marcia delle asettiche procedure ministeriali.

La questione che si pone, ora, è la seguente. Dando per “inevitabile” – sia pure non condivisibile dalla sottoscritta – il ricorso al Dissesto, non foss’altro perché la relazione a corredo è sottoscritta sul piano amministrativo dal Dirigente preposto che rappresenta appunto la “memoria storica” delle finanze comunali e il “trat d’union” tra la scorsa legislatura e quella corrente, e sul piano politico dal Sindaco, eletto da oltre il 70% degli elettori votanti al ballottaggio, ciò che più balza agli occhi e solletica la mente è il “modus operandi” con cui, ad appena 3 mesi dall’insediamento, l’Amministrazione a 5 Stelle sta propendendo per l’eutanasia finanziaria del Comune di Favara.

La solerzia con cui tutto ciò sta avvenendo stride, ad esempio, con la “navigazione a vista” che accompagna tutto il resto dell’attività amministrativa, impietosamente ferma al palo, accarezzata dal venticello favorevole degli eterni benpensanti ed edulcorata dal via-vai “fai da te” dei turisti nel centro storico.

Basta fare un giro per la Città per rendersi conto che aldilà del meritevole sforzo degli operatori della ristorazione, tutto è come prima, nulla si è mosso, Favara continua nell’Autogestione. Il tutto alla faccia della democrazia partecipata, del cambiamento, del Cittadino chiamato ad essere Amministratore della Cosa Pubblica. E per cortesia, risparmiateci le scusanti sul poco tempo avuto finora a disposizione o sulla mancanza di risorse, perché non occorre chissà che per rifare e rendere operative le strisce blu o garantire la presenza dei Vigili Urbani in occasione di una processione religiosa e dei conseguenti fuochi d’artificio…

Questa, oggi, è l’Amministrazione a 5 Stelle, un firmamento di “ambizioni, frustrazioni e pretestuosità” che dinanzi a una Città di 33000 abitanti da Governare nelle sue variegate emergenze, decide di intraprendere “a via d’accurzu” per poter avere le mani libere di coltivare orticelli da cui raccogliere visibilità per palcoscenici locali, regionali o nazionali.

Oltre il pensiero unico, i cori unanimi e il silenzio artificioso di questi tre mesi, non starò certo a guardare passivamente tutto e tutti, ne va del Mandato che gli elettori mi hanno conferito con la loro fiducia, del Dovere di essere fino in fondo Figlia, Donna e Madre di questa Città e del Diritto di essere Amministrata per come, giorno dopo giorno, “non sottraggo a Cesare quel che è di Cesare”.

Io ci sono e continuerò ad esserci.