Pino Sciumé
Caro Presidente Renzi, Le esprimiamo il nostro sentito ringraziamento per la visita che dedica alla città e alla provincia di Agrigento.
Ci consenta però qualche piccola considerazione che nulla vuole togliere a questo inaspettato avvenimento che, speriamo, Le faccia constatare di persona la misera situazione in cui versano circa 500 mila abitanti sparsi su 43 comuni a cui il Buon Dio ha regalato quanto di meglio poteva nella sua infinita bontà. Fertili terreni, clima delizioso, mari e monti di straordinaria bellezza, spiagge da favola, una storia ultra bimillenaria che farebbe invidia persino al più ricco dei paperoni di questo pianeta.
Le faranno ammirare la nostra Valle dei Templi, e Lei di rimando verrà a prometterci 30/40 milioni di euro per l’acqua che ancora non abbiamo capito se c’è o non c’è e se trattasi di un bene primario appartenente alla nostra comunità. Per non parlare del problema rifiuti e igiene ambientale. Qui da noi chi paga la bolletta elettrica, non sa se arriverà a fine mese.
Le diranno, forse, che quasi tutti i nostri comuni sono sull’orlo del fallimento finanziario, ma taceranno sulle cause che l’hanno determinato, perché paurosi di una sua dura presa di posizione circa l’incapacità amministrativa di una classe politica che negli anni ha sperperato le esigue entrate che un tempo venivano colmate dai trasferimenti regionali e nazionali.
Forse le taceranno il dramma di migliaia di giovani che non riescono a trovare lavoro nemmeno se vincessero una medaglia alle olimpiadi. Figuriamoci se Le accenneranno qualcosa sulle innumerevoli famiglie che da tempo raschiano il fondo del barile nella speranza di mettere qualcosa nella pentola.
Le siamo sinceramente grati, ci creda. E’ come se ci sentissimo un po’ meno sud, ma non ci fraintenda, noi non vogliamo fare del vittimismo geografico, tanto a pensarci bene, qualcosa di nord ce l’abbiamo, siamo nel nord Africa, mica ci possiamo mettere al pari di un tunisino o un turco, con tutto il rispetto.
Ma, approfittando del Suo senso dell’umor, con estrema chiarezza, Le ribadiamo che anche qui in Sicilia qualcosa sta cambiando. Vede, a noi interessa ormai poco sapere chi comanda, ma come si comanda. Nemmeno le vittorie dei 5 stelle ci solleticano più di tanto. Cosa vuole che sia un’amministrazione grillina di fronte al disastro perpetrato da un governo regionale che ha abbuonato allo Stato, al governo da Lei presieduto, un credito a breve di 5 miliardi di euro di fronte al pronto cash dei suoi ridondanti 500 milioni? Qualcuno dice che Lei ci avrebbe tolto l’Autonomia Speciale. Ma se la prenda pure, tanto che ce ne facciamo di uno Statuto mai attuato?
Caro Presidente, di una cosa La preghiamo di essere certo: qui da noi la furbizia non paga più. Si dia il caso che oltre a quanto sopra esposto, cominciamo a convincerci che i proclami sull’Ape, sulla lotta alla povertà (vedi carta SIA che molti nostri amministratori continuano ad ignorare forse perché ignoranti loro stessi) si rivelassero l’ennesima bufala giustificata “dall’Europa che non vuole”, la stabilità sociale potrebbe essere seriamente compromessa. 1% – 5% – 20%, quanto vuole lo Stato per mandare i vecchi in pensione e far lavorare i giovani? E poi il prestito pensionistico è aggiuntivo o prezzo unico? Se un pensionato che vive decentemente è costretto a dividere la sua pensione col figlio a sua volta sposato e padre, lo sa che succede? La decenza del primo decade e nascono altre due famiglie povere. Altro che interesse per il Referendum costituzionale.
Ci pensi, Presidente Renzi. La Sicilia capisce molto più di quanto si possa immaginare.









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